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Gloria Guida ha appena spento le sue prime 70 candeline. E al settimanale DiPiù non può far altro che tracciare un bilancio assolutamente positivo dei suoi primi settant’anni. «Ho avuto una bella vita e rifarei tutto quello che ho fatto, nella carriera e nel privato. Forse avrei voluto un secondo figlio, ma purtroppo non è arrivato».
APPROFONDIMENTI
L’infanzia
Tornando indietro con la mente, tornando bambina si descrive dolce e tranquilla, «una bambina che mangiava poco.
Mi nutrivo di banane e latte. La mia era una famiglia semplice. Seguivamo in giro per l’Italia mio padre barman e vivevamo serenamente di quel poco che avevamo…».
«In famiglia ora – racconta ancora al settimanale diretto da Osvaldo Orlandini – siamo rimasti solo mio fratello, Giampaolo, e io. Giampaolo è venuto a trovarmi a Roma il 19 novembre scorso, in occasione del mio compleanno e ci sentiamo tutti i giorni, da quando mamma non c’è più. Se n’è andata ad aprile e mi manca tantissimo».
La carriera
Il primo provino? «A diciassette anni. Papà era contento che provassi a lavorare nel cinema, anche a lui infatti sarebbe piaciuto diventare attore o cantante». E anche in quel primo film «dal buco della serratura si vedeva il mio corpo insaponato e coperto dalla schiuma. Non c’era nulla di scandaloso, oggi sarebbero scene da educande. E comunque, me lo lasci dire: ero di una bellezza a quell’età, da togliere il fiato. Ricordo che traspariva già in quel film la mia gioia di lavorare nel cinema».
Dal 1974 al 1982 ha interpretato quasi trenta film, “in pellicole scollacciate”, sottolinea DiPiù. Mai pentita? «Mai. Certo, a ripensarci bene, magari avrei preferito fare qualche doccia in meno. Alla fine mi erano venute a noia. (…)Forse avrei potuto accettare qualche proposta in più, evitando un taglio netto con il passato e rischiando di finire nel dimenticatoio, anche se poi il mio pubblico non mi ha mai dimenticato».
La figlia e l’amore
Ma il suo distacco dal cinema ha un perché. Un perché che si chiama Guendalina. «Volevo dedicarmi a mia figlia che oggi ha quarantuno anni e lavora nella redazione di Forum. L’ho sempre seguita nella crescita, come adesso seguo quella di mia nipote Ginevra, che ha quattordici anni. E poi volevo stare più tempo possibile con mio marito, Johnny Dorelli…».
Si sono conosciuti a teatro. «Lo spettacolo si chiamava Accendiamo la lampada. Era il 1979, Johnny era famosissimo e piaceva tanto alle donne. E ci sapeva fare. Era bello, simpatico, uno dalla battuta pronta. Era galante, snob e delicato. Pieno di fascino. Già dopo le prime repliche mi ero innamorata del suo modo di fare».
E poi confessa che il primo bacio a Johnny Dorelli gliela dato lei sul palcoscenico! «A un certo punto, nello spettacolo, avrei dovuto togliermi il velo che mi copriva il volto. Ne appro!ttai per dargli un bacio vero. Lui iniziò a balbettare, non se lo aspettava. Da allora non ci siamo più lasciati».
Il matrimonio
«Stare con lui – aggiunge a DiPiù – è la cosa più bella della mia vita. Ci siamo sposati due volte: la prima in comune a Olbia. Ma il rito civile non ci bastava e così, dieci anni dopo, abbiamo deciso di ribadire il nostro matrimonio anche davanti a Dio, in una chiesetta suggestiva a Chatillon, in Valle d’Aosta. Al dito ora porto due fedi nuziali».
Sempre insieme anche ora che «Johnny ormai esce poco, ha qualche problema di deambulazione e stare in casa lo fa sentire meglio. Del resto è supercoccolato. Gli chiedo che cosa vuole mangiare per cena, lui mi risponde e glielo preparo con amore».
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