
© Sirotti
Nuova normativa per la trasmissione degli eventi sportivi in chiaro, comprese le gare ciclistiche. È stata pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) datato 8 ottobre 2025 che riporta la lista aggiornata degli eventi sportivi, considerati di particolare rilevanza per la società, che devono essere trasmessi obbligatoriamente in chiaro da parte dei media. Tale lista va a colmare alcuni gap normativi riguardanti degli eventi nuovi o non precedentemente considerati, distinguendoli in due categorie, ovvero quelli che devono essere trasmessi in diretta integrale (ben pochi, solo partite della nazionale di calcio maschile) e quelli che possono essere trasmessi non necessariamente per intero, finanche in differita. Viene inoltre precisato che tali obblighi scatteranno solo alla scadenza dei contratti attualmente in vigore con i broadcaster, anche se per il ciclismo non ci sono reali cambiamenti in questo senso.
Per quanto riguarda le prove del nostro sport, gli eventi non cambiano e nella lista delle corse considerate di rilevanza per la collettività ci sono sempre gli stessi tre: “il Giro d’Italia”, “il Tour de France, per le sole tappe eventualmente svolte in Italia” e “il campionato mondiale di ciclismo su strada”. Per tali eventi la normativa prevede che “è facoltà delle emittenti televisive decidere le modalità di trasmissione: gli eventi saranno diffusi in chiaro, in diretta o in differita, in forma integrale o parziale”.
Sostanzialmente non cambia quindi nulla per gli spettatori, visto che tali eventi vengono già coperti annualmente dalla RAI (anche se il contratto delle corse RCS Sport non è stato ancora rinnovato per il futuro prossimo) e si tratta inoltre di un numero molto limitato di corse rispetto al calendario. Peraltro, la normativa non riporta nemmeno l’obbligo di diretta, quindi nell’ipotesi, seppur improbabile, che nessuna emittente televisiva dovesse trasmette queste corse live in chiaro (per la legislazione italiana sono possibili anche i canali del gruppo Mediaset, La7, Discovery o Sky), gli spettatori dovrebbero comunque optare per una piattaforma a pagamento per vederle in tempo reale, altrimenti si dovrebbero accontentare di una replica.
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