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Adam Hansen concorda con Tadej Pogačar sull’inversione di Giro d’Italia e Vuelta a España nel calendario. In una recente intervista il corridore sloveno ha proposto il cambiamento di date di questi due Grandi Giri, sottolineando che entrambi ne beneficerebbero sia in termini di situazioni climatiche che per quanto riguarda i corridori di livello partecipanti. La riflessione del campione del mondo è partita semplicemente dalla spiegazione di come sia difficile correre sia il Tour de France che la Vuelta, ma sembra aver rilanciato un tema di dibattito tra gli addetti ai lavori. Una prima importante conferma di questa richiesta di cambiamento è arrivata così dall’attuale presidente del CPA, l’associazione internazionale dei corridori.

L’ho ripetuto negli ultimi anni durante le riunioni del PCC (Consiglio del Ciclismo Professionistico, che riunisce rappresentanti di ogni categoria, ndr) e in diversi altri incontri – ha sottolineato Hansen attraverso il proprio profilo su X – Mi hanno deriso, ma evidentemente non hanno mai corso il Giro sotto pioggia gelida e neve, o la Vuelta sotto un caldo rovente. Questo è il problema più grande nel ciclismo: la tradizione sta frenando lo sviluppo dello sport”.

Il tema sarebbe già quindi stato dibattuto nelle commissioni UCI del Professional Cycling Council, senza però trovare apertura dalle istituzioni o dagli organizzatori. Il fattore climatico a favore dello spostamento delle date è chiaro, infatti bisogna ricordare che la Vuelta si è corsa in primavera fino al 1995, quando fu deciso di spostarla per evitare la sovrapposizione con il Giro e dare così maggiore risalto ad entrambe.

Un’inversione delle date presupporrebbe però una rivoluzione non solo del calendario ciclistico, ma anche di tutto il sistema organizzativo. Servirebbe un grande sforzo comune da parte di tutte le istituzioni, partendo dagli organizzatori degli eventi in questione (ma non solo), per poter rendere concreta questa ipotesi, che peraltro rischia di scontrarsi anche con esigenze di palinsesto televisivo nonché di tradizioni cittadine, comunali e regionali.

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