Train Dreams, su Netflix arriva il ritratto silenzioso di una vita straordinaria nell’America che cambia

Tratto dall’omonima e celebre novella di Denis Johnson, Train Dreams è il nuovo film Netflix che dallo scorso 21 novembre – data di debutto sulla piattaforma – ha rapidamente scalato la classifica dei titoli più visti. Diretta da Clint Bentley, la pellicola – presentata al Sundance Film Festival e, a detta dei critici, fortemente papabile di nomination agli Oscar 2026 – è un ritratto del Novecento americano esplorato attraverso la vita di un boscaiolo e lavoratore ferroviario (interpretato da un Joel Edgerton in stato di grazia) la cui vita soltanto in apparenza infinfluente.

Il film è infatti un’ode a uno stile di vita ormai scomparso, a un mondo in trasformazione e alle straordinarie possibilità racchiuse nelle esistenze più semplici. Train Dreams cattura un tempo e un luogo perduti, e le persone che hanno costruito un ponte verso un futuro che potevano solo immaginare.

Train Dreams su Netflix, trama del film

Robert Grainier (Joel Edgerton) è un uomo semplice, duro ma interiormente ricco, la cui vita si dispiega contro lo sfondo maestoso e in trasformazione delle foreste del Pacific Northwest, nell’America dei primi decenni del Novecento. Grainier, orfano sin da giovane, cresce tra gli alberi giganteschi e le vallate selvagge, lavorando per costruire la rete ferroviaria e scavare vie tra gli alberi, con un impegno costante che lo porta a confrontarsi con la brutalità della natura quanto con la fatica umana. Nei suoi silenzi si leggono i pensieri e i traumi che la parola non osa nominare. In un’epoca in cui l’America è sotto una spinta industriale inarrestabile, lui contribuisce a quella costruzione, ma allo stesso tempo è testimone di un mondo che lentamente scompare: le foreste inviolabili, la vita agreste, la solitudine dell’uomo che fatica tra legno e rotaie.

Nel corso degli anni, Grainier incontra Gladys (Felicity Jones), e tra loro sboccia un sentimento tenero, misurato, radicato nella sobrietà. Si tratta di una connessione profonda, fatta di gesti quotidiani, di assenza (perché il lavoro di Robert lo allontana spesso da casa) e di silenzio. I due costruiscono insieme una casa, tentano di fondare una famiglia, ma il corso della loro esistenza è segnato da perdite dolorose, da separazioni, da un senso di precarietà che riflette l’inesorabile trasformazione che investe il mondo attorno a loro.