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La corsa alle vetrine per i brand di lusso prosegue, ma perde come regina europea quella via Montenapoleone che a Milano rimane stabile su canoni di 20.000 euro al metro quadrato all’anno, valore che nel 2024 le ha dato lo scettro di strada più cara del mondo. L’Italia rimane una delle potenze del luxury retail, pur passando il primato a New Bond Street, a Londra, dove i canoni salgono del 22% e raggiungono 20.482 euro. Prime due vie europee nel mondo, dal quadro tracciato dal report Main Streets Across the World di Cushman & Wakefield.La vitalità del mercato milanese si sposta su direttrici come corso Vittorio Emanuele, nuovo barometro della fiducia dei brand: con un incremento dei canoni del 17%, sale all’11° posto in Europa e si avvicina ai livelli di Piazza di Spagna a Roma.«In Montenapoleone la domanda rimane forte – osserva Thomas Casolo, responsabile Retagil di Cushman & Wakefield Italia -, l’offerta scarsa e poco allineata alle richieste dei brand, in cerca di spazi più grandi e flessibili in grado di ospitare l’esperienza che spesso integra la componente di ristorazione come abbiamo visto per Louis Vuitton, Tiffany e Fendi». Attese altre riqualificazioni come la ristrutturazione del nuovo Dior in Montenapoleone. Nel resto d’Italia il trend è positivo. Roma rafforza la sua centralità con via Condotti, terza in Europa con canoni a 16.000 euro/mq/anno (+7%), mentre Piazza di Spagna resta al decimo posto con valori stabili. Firenze mette a segno una delle sorprese dell’anno: via Strozzi cresce del 30%, balza al 13° posto europeo e si conferma tra le mete più dinamiche del Vecchio Continente. Il Paese nel complesso corre più della media europea. Londra catalizza l’attenzione: oltre a New Bond Street, crescono anche Oxford Street e Regent Street. Parigi mantiene valori solidi e stabili sulle sue arterie del lusso, dagli Champs-Élysées a Saint-Honoré.Il quadro globale è eterogeneo. Le Americhe guidano la classifica delle performance regionali con un +7,9% medio. Impressionante il balzo di Oscar Freire Jardins a San Paolo (+65%), mentre negli Stati Uniti i canoni crescono in modo più moderato, con New York stabile ai vertici, terza nel mondo con l’Upper Fifth avenue, e aumenti sopra l’8% su Madison Avenue e SoHo. Più rallentata la dinamica dell’Asia-Pacifico: forti gli aumenti registrati nelle principali città indiane mentre Hong Kong continua a mostrare segnali di debolezza.L’Italia, sottolinea Casolo, ha compiuto un percorso straordinario: da mercato assente nelle prime dieci posizioni trent’anni fa a protagonista stabile del podio globale con Milano, e con Roma e Firenze nella top 20 europea. Le principali vie del lusso non sono più semplici spazi commerciali, ma veri e propri palcoscenici esperienziali, dove i brand definiscono la propria immagine attraverso architettura, heritage e storytelling.Il settore si avvia verso il 2026 in un contesto macroeconomico più stabile. I consumatori italiani continuano a orientarsi verso convenienza e valore, ma non rinunciano alle esperienze e ai marchi con identità forte.Tra le altre città è Venezia che potrebbe registrare un’accelerazione significativa nel segmento lusso, anche grazie al progetto di riqualificazione del Bauer e a un possibile ribilanciamento dell’area del lusso verso Calle XXII Marzo. Tra le altre città, Firenze ha già mostrato una crescita rilevante, fortemente legata al turismo. Continuerà il trend dei negozi nelle località resort in zone come Capri, Taormina, Forte dei Marmi, Portofino. La via su cui scommettere in prospettiva? Sono in realtà due: via Filangeri e via dei Mille a Napoli.

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