Marco Giudici, conosciuto e apprezzato nel circuito indipendente italiano per essere il bassista di Adele Altro (Any Other), già nel 2017 si imbarcò nel primo progetto solista, Halfalib, fondendo una personale forma di art-pop-soul, electro-jazz e qualche striatura psichedelica. Tre anni più tardi la decisione di pubblicare con il proprio nome “Stupide cose di enorme importanza”, album nel quale si manteneva nel recinto di un certo jazz-pop da cameretta, pubblicato da 42 Records, così come l’Ep di due anni più tardi, “Io cerco per sempre un bivio sicuro”, condiviso proprio con Adele Altro e Alessandro Cau. Nel frattempo Marco ha curato importanti collaborazioni, sia nelle vesti di musicista che di produttore: Francesco Di Bella, Fine Before You Came, Generic Animal, tanti contatti che gli hanno consentito di rendere corale e partecipativo il nuovo capitolo del suo percorso artistico, che abbraccia uno stile più canonicamente cantautorale.
La produzione, gli arrangiamenti e in qualche caso anche la scrittura di “Trovarsi soli all’improvviso” sono frutto della rinnovata collaborazione con Adele Altro, che nella già nota “Un bivio sicuro” ci mette anche la voce. Le batterie sono di Alessandro Cau e Nicholas Remondino, Federico Fenu ha suonato il trombone, Fausto Cigarini la viola e il violino, i cori sono di Marta Del Grandi, Cecilia Grandi, Marco Fracasia e Giulio Stermieri, oltre che dei già citati Adele, Alessandro e Nicholas. Marco Giudici, oltre ad essere l’autore di testi e musiche, ha suonato chitarre acustiche ed elettriche, basso, pianoforte, campane tubolari, celesta, dulcitone e sintetizzatori.
“Trovarsi soli all’improvviso” è un disco tenue, con canzoni che spesso vengono introdotte soltanto da voce e chitarra, per poi riempirsi progressivamente di altri elementi. Si cerca l’essenziale, la semplicità, la poesia, un violino in grado di emozionare (“Una cosa normale”), ma Marco non rinuncia a puntare anche su momenti più “pieni”, più “radiofonici”, come nel caso del passo indie di “Trovarsi soli”. Un songwriting fragile e coinvolgente, per sette tracce cantate più due strumentali, fra i quali “In fondo agli occhi” provvede a chiudere l’opera con le sue morbide atmosfere lunari.
01/12/2025