Talmente legato al territorio da essere indicato con il nome della città astigiana dove ebbe bottega e tanto rappresentativo di un periodo storico da mantenere una forza stilistica unica, Guglielmo Caccia – di cui quest’anno ricorrono i 400 anni dalla morte – è uno degli autori piemontesi più apprezzati dalla critica. La mostra a lui dedicata «Il Moncalvo e la sua bottega. Movimento e sentimento nella Controriforma», in corso ad Alessandria a Palatium Vetus, è ancora visitabile per poche settimane, fino al 21 dicembre, con apertura sabato e domenica in orario 9-13 e 15-19.
la storia
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l’evento
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Organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo e la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici dell’Alessandrino, l’esposizione presenta quaranta opere, alcune assolutamente inedite, tra cui dipinti a olio su tavola e su tela, affreschi staccati e disegni a testimonianza della versatilità e abilità del pittore nelle differenti tecniche esecutive.
Capolavori che risalgono al tardo Cinquecento e all’inizio del Seicento e provengono in parte dalla Collezione d’arte della Fondazione stessa e in parte da chiese delle Diocesi di Alessandria, Casale Monferrato, Tortona, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e da collezionisti privati.
Il percorso espositivo
Il percorso analizza il ruolo della bottega del Moncalvo, l’influenza della Controriforma e i rapporti con altri artisti. Una sezione è dedicata ai dipinti della figlia Orsola Maddalena, il cui talento artistico è confermato dalla presenza di alcune opere anche al MoMA di New York, accanto a tele del Caravaggio.
In occasione dell’esposizione sono state restaurate diverse tele che versavano in precarie condizioni conservative grazie al sostegno della Consulta per i Beni artistici dell’Alessandrino e con i contributi della Fondazione. Tra queste, «L’Assunzione di Maria Vergine», proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Pace e San Rocco di Castelletto Monferrato che verrà ufficialmente svelata al pubblico giovedì 4 dicembre alle 17, alla presenza del vescovo di Casale Gianni Sacchi.
È stato, invece, presentato nei giorni scorsi il catalogo frutto del lungo lavoro di ricerca e studio delle curatrici della mostra: Mariateresa Cairo, Vittoria Oneto e Liliana Rey Varela. Il volume offre una lettura ampia e articolata della produzione dell’artista, soffermandosi anche sullo studio della società e della vita a Moncalvo, sede della casa di famiglia nella prima metà del Seicento, e consentendo quindi di contestualizzare il pittore e le sue figlie in quella che era la società del momento.
Il catalogo si affianca al sito «www.ilmoncalvo.it» per il quale è stata anche condotta un’approfondita campagna fotografica e schedatura delle opere presenti nella provincia di Alessandria.
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