Ascolta la versione audio dell’articolo
Beato chi ci va, e beato chi può godersi la città, oltre la commovente mostra. Beato Angelico vi attende a Palazzo Strozzi (e al Museo di san Marco): mostra irripetibile per la qualità e quantità di prestiti, occasione unica per vedere in poche sale una caterva di capolavori di uno dei simboli dell’arte italiana. Certo, c’è un problema: la folla. Non siamo gli unici a viaggiare per arte, ma per una volta non spazientitevi per eccesso di visitatori: la mostra vale il tour, e anzi, la ripetizione: io sono alla terza. Fino al 26 gennaio, dunque, fate in modo di capitare a Firenze: l’abbraccio di arte solenne e contemporanea, e poi la cucina, i cocktail e l’ospitalità d’eccezione sono richiamo irresistibile.

Che il contemporaneo dovesse in qualche modo rispondere “presente” alla soverchiante presenza di Beato Angelico (e soci: in mostra ci sono anche altri grandi maestri) ci ha pensato anche il direttore Arturo Galansino che, nel cortile del palazzo, liberamente accessibile, ha promosso l’installazione realizzata da KAWS, artista contemporaneo noto per il suo iconico linguaggio visivo che sfida le categorie artistiche.Il confronto è sorprendente e KAWS ha voluto, in «The messagge», proporre un’annunciazione rivisitata, con i suoi personaggi assorti al telefonino: ci ricordano qualcuno… Qualunque cosa si pensi, l’importante è proseguire la visita fiorentina nelle eccellenze.
Itinerari culturali
Photogallery17 foto
Visualizza
Mostre e buon cibo
E sul tema del contemporaneo che deve e può convivere col classico ecco un eccellente esempio, un hotel a dir poco glorioso esattamente dall’altro lato della strada del Beato; l’ottimo Helvetia & Bristol, nome di punta di Starhotels Collezione. Ristrutturazione magistrale, nuove camere e suite con la firma di Anouska Hempel, la Spa sotterranea (la più grande del centro città), il fantastico giardino di inverno dove si riunivano i futuristi (questo è stato il primo hotel di lusso della città) e oggi si fa colazione. Il personale è perfetto e la maestria degli artigiani fiorentini che hanno cucito tradizione e innovazione negli ambienti rinsalda il legame con il territorio; il cibo è firmato Cibrèo in due spazi, uno più formale, l’altro bistrot. Un nome che ha sempre convinto il nostro gastronauta Davide Paolini a cui rimandiamo, con il suo nuovo libro I ristoranti da non perdere Firenze per andare a colpo sicuro in città.

Arte e sogni d’oro
Arte e ospitalità da sogni d’oro sono anche il legame cui puntano gli hotel di Lungarno Collection. Fino a maggio 2026 il Gallery Hotel Art accogli l’artista argentino Daniel González, con la mostra «The Invented Reality», a cura di Valentina Ciarallo, appena inaugurata. Sono 26 opere per i 26 anni dell’hotel: l’artista usa il mylar, la pellicola che furoreggiava negli anni 80 e la cuce minutamente su tele che suggeriscono parole-chiave da rimeditare. Leggerezza, festa, incontro: nel fruscio silenzioso eppure ammaliante dei fili, nei loro colori cangianti e sgargianti l’artista compie un rito di celebrazione nel quale lo spettatore è invitato ad andare oltre la facilità del messaggio, nella lucentezza si cela profondità. Dall’altra parte del ponte, poi, il romantico Hotel Lungarno, stesso gruppo vi aspetta con la sua collezione di opere. Un acquerello di Picasso, cito solo questo, sopra il camino del bar (concepito quasi barca in navigazione sul fiume) accende la voglia del prossimo cocktail mentre le mille lucine e l’atmosfera magica di Firenze permettono anche a noi di chiamarci beati tra i viaggiatori. E di pianificare fin d’ora il ritorno…
