Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, a Gibellina, si prepara ad accogliere “Proteste prima del futuro”, percorso espostivo che si inaugura venerdì (5 dicembre) e rimarrà aperto fino al 28 febbraio 2026. L’esposizione rappresenta un momento importante per presentare gli archivi fotografici e documenti anche in vista del programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, offrendo una riflessione urgente e necessaria sul rapporto tra arte, protesta e memoria, a partire dalle marce pacifiste e per le rivendicazioni della “povera gente” della Valle del Belice, prima e dopo il terremoto del 1968.
Il percorso espositivo nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: come restituire la densità emotiva e politica di un’epoca attraverso l’immagine fotografica? Come far risuonare, all’interno dello spazio espositivo contemporaneo, il clamore di piazze che non esistono più, la rabbia di comunità che chiedevano semplicemente di esistere?
“Proteste prima del futuro” presenta immagini di fotografi e agenzie fotografiche che hanno documentato con sguardo critico e partecipe alcuni dei momenti più significativi della storia italiana recente: Toni Nicolini, Harry Lapow, Bruna Amico Polimeri, Franco Scafidi, Agenzia Labruzzo e Agenzia Publifoto.
Attraverso teleobiettivi e grandangoli, questi fotografi hanno colto dal basso la dimensione umana della storia, alternando scatti in bianco e nero che riecheggiano echi di reportage storici a composizioni più contemporanee.
“Questi scatti guardano avanti, immaginando un paese diverso, più giusto – sottolinea il curatore Giuseppe Maiorana – La protesta che documentano non è solo denuncia ma anche speranza, costruzione di un futuro possibile. Quale manifestazione potrebbe oggi eguagliare quella densità, quell’energia, quel desiderio di cambiamento radicale? Questa domanda attraversa l’intera esposizione, sollecitando lo spettatore a confrontarsi con la propria contemporaneità”.