Il gip Giuseppa Zampino ha deciso: finiscono agli arresti domiciliari l’ex governatore Totò Cuffaro, l’ex manager di Villa Sofia Roberto Colletti e Antonio Iacono, direttore del Trauma center dello stesso ospedale, per i quali la Procura aveva chiesto questa misura cautelare nelle scorse settimane, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti e i concorsi truccati. Respinta l’istanza per il coordinatore nazionale di Noi Moderati, Saverio Romano, e per il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace.

Il giudice ha inoltre disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di esercitare attività d’impresa per due imprenditori della Dussmann Service, Mauro Marchese e Marco Dammone, nonché l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per lo storico segretario di Cuffaro, Vito Raso.

L’ordinanza è stata eseguita questa mattina dal Ros dei carabinieri. La Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari per 18 indagati in tutto. Il giudice ha dunque accolto soltanto parzialmente l’istanza, respingendola – oltre che per Romano e Pace – anche per Alessandro Caltagirone, direttore generale dell’Asp di Siracusa, Antonio Abbonato, ex consigliere di circoscrizione dell’Udc a Palermo, Gigi Tomasino, ex assessore alla Viabilità e ai Trasporti della Provincia di Palermo e direttore generale del Consorzio di bonifica Sicilia occidentale, per la dirigente del provveditorato Asp di Siracusa Giuseppa Di Mauro, per il bed manager dell’Asp di Siracusa Vito Fazzino, per l’imprenditore cosentino Ferdinando Aiello, per Paolo Bordonaro di Canicattini Bagni, per l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice, per Paolo Emilio Russo, catanese ed ex dirigente responsabile per la prevenzione della corruzione all’Asp di Siracusa, nonché per l’imprenditore di Favara Alessandro Vetro, rappresentante dell’impresa di costruzioni S.M.