
© Sirotti
Victor Campenaerts riflette sulla fatica di pedalare in salita. Il corridore della Visma | Lease a Bike ha vissuto un’altra stagione a servizio dei propri capitani, e in particolare di Jonas Vingegaard, per cui ha lavorato tanto al Tour de France quanto alla Vuelta a España, almeno fino a quando una malattia lo ha messo fuori gioco dopo la quindicesima tappa. Il belga è comunque riuscito a cercare qualche risultato personale, con un secondo e un quarto posto giornaliero nella competizione spagnola e una seconda posizione in quella francese, nella maxi fuga di Carcassonnne, in quei pochi giorni in cui ha potuto cercare ambizioni personali.
In un’intervista al Domestique Hotseat Podcast, il classe ’91 ha citato un estratto del documentario di Bradley Wiggins per descrivere la sensazione di quando si pedala in salita, a maggior ragione per un corridore con le sue caratteristiche: “Wiggins ha descritto il pedalare in salita come mettere la testa in un secchio d’acqua: non ci vuole molto prima che tutto ciò che vorresti fare è togliere la testa dal secchio d’acqua e respirare. Pedalare in salita è così. Ma immagina di essere vicino a qualcuno e anche lui si mette la testa in un secchio d’acqua e sai che tratterrà il respiro più a lungo di te. Allora non ci provi neanche. Solo quando hai fiducia puoi scavare a fondo delle tue energie. È un gioco mentale nel modo in cui approcci il dolore nel pedalare il salita. Quando sei fiducioso di poterlo fare, riesci anche a reggere il dolore”.
Oltre alla colorita espressione, Victor Campenaerts ha riflettuto anche sulla fusione tra la sua ex squadra, la Lotto, e la Intermarché: “Non è mai bello quando una squadra sta chiudendo. Non è bello per il ciclismo in generale perché ci sono corridori che perdono il loro lavoro. Ci sono membri dello staff che perdono il loro lavoro. Ci sono manager che perdono il loro lavoro. Se fai il Tour con qualcuno nel tuo team, hai un legame a vita con quella persona. Ci sono persone che conoscono piuttosto bene che sono rimaste fuori dal ciclismo. E questo non è bello. Spero che la fusione porti qualcosa di buono per l’Intermarché-Lotto, comunque”.
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