
Pinzano, 1999 ©Guido Guidi
I Civici Musei di Udine presentano, nelle sale del Castello, la mostra “Qui intorno. Progetti fotografici per il Friuli Venezia Giulia, 1985–2014”, dedicata al lavoro che Guido Guidi ha realizzato in regione nell’arco di quasi trent’anni. L’esposizione si affianca e completa la grande retrospettiva “Guido Guidi. Col tempo, 1956–2024”, prodotta dal Museo MAXXI di Roma e inaugurata lo scorso 27 settembre al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine – Casa Cavazzini. L’esposizione sarà inaugurata negli spazi del Castello il 12 dicembre alle ore 18 e sarà visitabile dal 13 dicembre fino al 6 aprile.
Commenta così il nuovo appuntamento con Guidi l’assessore alla Cultura Federico Pirone: “La mostra che presentiamo oggi completa il percorso su Guido Guidi e ha il significativo obiettivo di valorizzare gli archivi del territorio, in un processo di riscoperta e diffusione di un patrimonio ancora relativamente poco conosciuto, in questo caso dell’opera di Guido Guidi. La collaborazione con il CRAF, del quale siamo soci, ci consente e consentirà di proporre altri analoghi approfondimenti per far conoscere sempre di più la fotografia e i suoi autori”.

Spilimbergo, 1994 ©Guido Guidi
Guido Guidi (Cesena, 1941) è riconosciuto come uno dei principali protagonisti della fotografia internazionale. Fin dagli anni Sessanta la sua ricerca si configura come una profonda riflessione sul vedere, sul tempo e sul medium fotografico. Guidi indaga luoghi “qualunque”, gli interstizi e i margini incerti del paesaggio vernacolare, costruendo nel corso di sessant’anni un’iconografia radicale e complessa del paesaggio contemporaneo.
Realizzata in collaborazione con l’Archivio Guidi di Cesena, la mostra riunisce i lavori prodotti nell’ambito di progetti e laboratori didattici commissionati da enti e istituzioni del Friuli Venezia Giulia (CRAF, ATER, Università degli Studi di Trieste, ACMA). Le immagini provengono da campagne realizzate in diverse località della regione: Trieste (1985 e 2002), Spilimbergo (1991, 1994, 1995 e 1997), Venzone (1996), Lestans (1992 e 1998), Pielungo, Pinzano e Udine (1999), Gorizia (2004), San Vito al Tagliamento e Lignano Sabbiadoro (2014).

Trieste, 1985 ©Guido Guidi
Per i curatori Bianco, Frongia e Pertoldeo si è trattato di un vero e proprio lavoro che ha visto la riapertura degli archivi di quarant’anni, l’osservazione e la scelta delle opere da esporre, con la collaborazione di Guidi stesso, con l’obiettivo di fornire un nuovo capitolo sul Friuli Venezia Giulia, per come l’autore lo vede ora. Si tratta quindi di un percorso in parte inedito e che racconta con occhi nuovi il nostro territorio. La mostra inoltre sarà accompagnata dalla pubblicazione “In Friuli Venezia Giulia”, disponibile presso i bookshop dei Civici Musei di Udine, che presenta una speciale rilettura dei lavori realizzata dallo stesso Guidi.
L’esposizione, infine, rientra nel programma di Fotografia Contemporanea del CRAF, a cura di Andrea Pertoldeo e che vede a partire dal 13 dicembre, la mostra “On Borders / Sui confini 2”, un nuovo capitolo dell’esperienza di Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea. La mostra, a cura di Ilaria Campioli, William Guerrieri e Monica Leoni, sarà visitabile da sabato 13 dicembre nel seicentesco Palazzo Tadea di Spilimbergo.
Qui Intorno è realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. È patrocinata da ATER, Camera di Commercio Pordenone-Udine, Confindustria Udine, Fondazione Friuli, Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, Università degli Studi di Trieste e Università degli Studi di Udine.
Informazioni sulla mostra
Guido Guidi – Qui intorno. Progetti fotografici per il Friuli Venezia Giulia, 1985–2014
Sede: Castello di Udine, Sale 11–13 della Galleria d’Arte Antica
Date: 13 dicembre 2025 – 6 aprile 2026
Orari: da martedì a domenica, 10.00–18.00
Chiusure: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
Inaugurazione: 12 dicembre 2025, ore 18.00
Mostra realizzata dai Civici Musei di Udine e dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia – CRAF, a cura di Silvia Bianco, Antonello Frongia e Andrea Pertoldeo.
