Il Museo arte tempo di Clusone compie vent’anni e festeggia con un’esposizione dedicata a uno dei pittori più illustri cui la cittadina abbia dato i natali. La mostra Domenico Carpinoni (1566-1658). Arte, fede e devozione popolare, a cura di Enrico De Pascale, aprirà sabato 6 dicembre e resterà allestita fino a domenica 3 maggio 2026. L’esposizione corona il ventennale del Mat, nella prestigiosa sede di Palazzo Marinoni Barca, e si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico clusonese.

Domenico Carpinoni, pittore eccentrico e assai prolifico, è stato un originale interprete della cultura tardo-manierista italiana, profondamente influenzato sia dalla grande pittura veneta cinquecentesca (soprattutto Jacopo Bassano e Paolo Veronese) sia dalla tradizione figurativa mitteleuropea diffusasi in Italia attraverso le stampe di traduzione.

La sua produzione sacra si conserva in prevalenza nelle chiese presenti in Val Seriana, in Val Cavallina, lungo la sponda bergamasca del lago d’Iseo, in diverse località della Val Camonica oltre che in importanti musei italiani e stranieri, come la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, i Musei Civici di Treviso, la Galleria Estense di Modena, il Museo Diocesano “Adriano Bernareggi” di Bergamo, il Museo Nazionale di Varsavia, il North Carolina Museum of Art di Raleigh (Stati Uniti).

Il progetto espositivo offre l’occasione di scoprire per la prima volta da vicino l’originale cifra stilistica dell’artista e di approfondirne la complessa formazione culturale attraverso un itinerario che presenta tredici opere nei locali del Mat e due stampe e altre sei nella loro ubicazione originale, ossia nella basilica di Santa Maria Assunta, nella chiesa di San Luigi e nel Santuario della Beata Vergine del Paradiso a Clusone.

Ciascuna opera è illustrata e analizzata sotto il profilo storico-artistico e iconografico nel catalogo edito per l’occasione da Lubrina Bramani editore (Bergamo), e curato da Enrico De Pascale e Chiara Bolis, con saggi e schede di Enrico De Pascale, Chiara Bolis, Angelo Loda, Mariolina Olivari, Mino Scandella, Francesco Nezosi e Paolo Plebani.

«La nostra città vanta una tradizione secolare che ha dato i natali a intere generazioni di maestri che hanno arricchito le chiese e le piazze della Lombardia – sottolinea il sindaco di Clusone, Massimo Morstabilini -. In questo fertile contesto, la figura di Domenico Carpinoni brilla come uno dei massimi esponenti. La sua formazione lo vide probabilmente allievo del grande Palma il Giovane a Venezia, ma Carpinoni scelse, con un gesto di profondo affetto e radicamento, di tornare a Clusone per vivere e lavorare. La sua è una storia di eccellenza locale che ha saputo fondersi con le grandi correnti pittoriche della Serenissima».

«Questa mostra aggiunge un ulteriore tassello al percorso di valorizzazione degli artisti baradelli svolta dal museo nei suoi vent’anni di attività – prosegue Morstabilini -. Proprio nel dicembre 2005 veniva inaugurata la sua attuale sede di Palazzo Marinoni Barca, che in questi due decenni ha ospitato e celebrato le eccellenze clusonesi nelle sue meravigliose sale».