La produzione di Mamma, ho perso l’aereo fu segnata da imprevisti, scelte coraggiose e una lunga serie di aneddoti che negli anni sono diventati parte integrante della sua leggenda. Le riprese, iniziate nel febbraio del 1990, videro il budget lievitare rapidamente, passando dai 10 ai 18 milioni di dollari: un aumento tale da spingere la Warner Bros. a interrompere il progetto, poi ripreso dalla Fox, che intuì il potenziale del film.

 

Per il ruolo di Marv, il regista Chris Columbus puntò subito su Daniel Stern, che inizialmente rifiutò per questioni economiche; la sua sostituzione non funzionò e Stern venne richiamato, formando con Joe Pesci una delle coppie comiche più iconiche degli anni ’90. La scelta del giovane protagonista arrivò solo dopo aver visionato duecento bambini: fu Macaulay Culkin, suggerito da John Hughes, a conquistare il ruolo. Proprio Hughes convinse anche John Candy ad accettare una piccola parte: l’attore partecipò quasi gratuitamente e improvvisò la maggior parte delle sue scene.

 

Sebbene ambientato a Chicago, il film fu girato in gran parte a Winnetka, dove gli interni della casa dei McCallister vennero ricostruiti nella palestra di una scuola superiore. Gli stunt, spesso pericolosi, furono realizzati senza imbracature, con Stern e Pesci costretti a trattenere le imprecazioni per mantenere il tono familiare della pellicola. Tra i dettagli più curiosi, la tarantola apparsa nel film era reale e la famosa scena del gangster movie che Kevin guarda in televisione fu girata appositamente. Anche alcune trovate sul set nacquero per sensibilità etiche: la foto della presunta fidanzata di Buzz ritrae in realtà un ragazzo truccato, scelta fatta per evitare di ridicolizzare una vera adolescente.

Credits: Nexo Studios