Già nel 2013, Paola Marella aveva affrontato una prova durissima. «Si ammalò di cancro al seno e subì una doppia mastectomia, ma l’intervento non andò bene», aveva raccontato il marito a Vanity Fair. «Lei non si arrese: lavorò anche ad agosto con due sacche di drenaggio al petto, in giro per l’Italia. Diceva che era fortunata, rispetto alle donne che avevano malattie più invalidanti». Domenico Traversa le è sempre stato accanto, anche quando Paola è stata colpita dal tumore al pancreas. «Eravamo sempre insieme. Dalle cure all’alimentazione, 24 ore su 24. Mi colpiva la sua forza d’animo. Era un motore di ottimismo. E tanti – anche persone molto malate – si appoggiavano a lei, trovavano in lei un punto di riferimento. Era sempre pronta ad ascoltare. Negli ultimi tre o quattro anni ci siamo uniti ancora di più: ho lasciato il lavoro per starle accanto, per cercare terapie e cure ovunque. Lei ha continuato a lavorare fino all’ultimo. Certo, c’erano momenti duri, ma saper sorridere insieme fa la differenza. Era quello il nostro segreto».

Lontano dalle telecamere, era «una donna riservata. Non amava la mondanità: partecipava agli eventi solo per dovere, e poi tornava volentieri tra i suoi libri, le sue cose. La sua comfort zone. Adorava Formentera, sognava di viverci più a lungo. Ed era esigente prima di tutto con se stessa: le cose andavano fatte bene, sempre».

E lei, oggi, manca tanto. «Paola era molto presente, una vera organizzatrice. Figlia di un ingegnere, e lei stessa ingegnere mancato. Aveva ordine, rigore, ma anche tanto affetto per la famiglia, gli amici, il lavoro. Era un personaggio “ingombrante” in casa, ma profondamente rassicurante».

Il figlio Nicola, quello che la stringe nelle foto, era la sua felicità. «I suoi successi, la laurea, il lavoro che oggi lo ha portato all’estero. Avevano un legame forte, lei gli ha trasmesso i suoi valori. Vederlo realizzato era il suo sogno più grande».