Un sogno italiano cominciato nel 1930 con il fondatore Battista detto Pinin, e portato avanti dal figlio Sergio, storico presidente della società che ha declinato i valori del design Pininfarina nell’architettura, nel product design e nella mobilità. Un sogno che si materializza nel documentario di Marina Loi e Flavia Triggiani “Storia di una leggenda. Pininfarina”, presentato in anteprima al Cinema Massimo, a Torino, giovedì 4 dicembre, e in onda martedì 9 dicembre alle 15.25 su Rai 3.

Gli ospiti e le voci nel film

In sala sono attesi i figli di Andrea e Paolo Pininfarina, la presidente Lucia Morselli, Lapo Elkann, il direttore del Mauto Benedetto Camerana, rappresentanti della Città di Torino, di Film Commission e del Museo del Cinema.

Nel film molte testimonianze inedite, da Piero Ferrari a Giorgetto e Fabrizio Giugiaro, da Luca Cordero di Montezemolo a Lapo Elkann, da Giuseppe Lavazza ad Arturo Merzario, dal cantante Mario Biondi a Giorgia Pininfarina, moglie di Sergio.

Un marchio iconico

L’opera – prodotta da Flair Media Production in collaborazione con Rai Documentari e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte-Piemonte Doc Film Fund – restituisce in chiave cinematografica la leggenda Pininfarina, intrecciando design, impresa e racconto identitario con la storia di una famiglia italiana che, di generazione in generazione, ha saputo creare un marchio divenuto iconico nel mondo, contribuendo fortemente a far conoscere e amare l’italian style.

L’elogio della bellezza

«Festeggiamo l’elogio della bellezza. La bacchetta magica esiste, questo film mostra un miracolo. Poche aziende hanno raggiunto i 95 anni, è l’inizio della prossima avventura. Guardiamo lontano» ha detto Morselli. «Questa storia rappresenta bene il Paese, racconta di uomini che hanno saputo trasformare un’idea in un’industria e un’industria in una visione. Siamo orgogliosi di poter raccontare storie di questo livello» ha sottolineato Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari. «Quella della Pininfarina è una storia ricca di fascino che nel suo percorso si intreccia con la grande Storia del nostro Paese e del territorio italiano e piemontese. Abbiamo contattato l’azienda che ci ha aperto i suoi preziosi archivi privati. E lì abbiamo scoperto un tesoro di ricordi che ci restituiscono lo spirito del tempo del secolo scorso. Avere un archivio così esclusivo a disposizione, oltre ad altri importanti archivi utilizzati come le Teche Rai e l’Istituto Luce, conferisce un valore immenso al documentario» spiega la regista e produttrice Flavia Triggiani. «L’obiettivo è raccontare una vicenda unica, tipicamente italiana ma di fama internazionale, lunga quasi un secolo, di indubbio appeal, che si interseca con i grandi eventi della storia italiana» aggiunge la regista e autrice Marina Loi.