Sarà un Natale amaro per 221 dipendenti del gruppo Aeffe, fondato da Alberta Ferretti, con l’avvio delle procedure per il licenziamento. Si tratta di una fetta cospicua della forza lavoro dell’azienda, che conta su un totale di 540 dipendenti. L’azienda sta vivendo un momento di forte difficoltà, lo scorso 8 ottobre la Camera di Commercio della Romagna ha nominato Riccardo Ranalli come esperto della composizione negoziata della crisi d’impresa in relazione alla quale Aeffe – società del lusso, quotata al segmento Euronext Star Milan del mercato Euronext Milan di Borsa Italiana, che opera nel settore del prêt-à-porter, delle calzature e della pelletteria – e la sua controllata Pollini hanno depositato istanza di accesso.
A illustrare il quadro è Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil di Rimini, che chiede al più presto di capire verso quale direzione sta andando l’azienda e con quale piano di rilancio. Mettendo in cima alle priorità il tema degli esuberi, che prevedono tagli al personale per 81 addetti a San Giovanni e 140 nella sede milanese: “L’azienda è in difficoltà da un po’ di anni, sono stati utilizzati gli ammortizzatori ordinari, poi un anno fa la cassa integrazione straordinaria che si concluderà a metà gennaio”.
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Baiesi prosegue: “Durante questo percorso l’azienda aveva sviluppato una serie di punti per un risanamento aziendale, visto il contesto: ma questo piano conteneva una procedura di mobilità per un esubero di 70 dipendenti su base volontaria. Ora ci ritroviamo a distanza di dieci mesi con l’azienda che comunica grosse difficoltà finanziarie ed economiche, prima dell’estate erano stati annunciati ulteriori esuberi, poi il 7 ottobre è giunto il dato delle 221 persone”.
“Siamo in una situazione abbastanza complicata – prosegue il rappresentante della Cgil -, la procedura di mobilità è stata avviata ancora prima che venisse nominato l’esperto che dovrà seguire il percorso. Questi numeri non riusciamo ad agganciarli a un piano industriale, in questo momento abbiamo un’azienda che dice ‘non stiamo dentro con i costi e dobbiamo tagliare’. Ma il problema è per tutto l’indotto, abbiamo chiesto un confronto con il ministero per avviare dei sostegni, il ministero del Lavoro si occupa degli esuberi e ci ha accolto il 1° dicembre: ci ha dato delle indicazioni, mettendo sul piatto degli strumenti. Ma al momento l’azienda ha chiuso la saracinesca e vuole andare avanti”.
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Dall’inizio dell’anno le azioni di Aeffe avevano lasciato sul terreno oltre 67 punti percentuali, con il 54,8% bruciato negli ultimi sei mesi e un crollo del 35,9% da metà settembre.