Quello di Premier Tech è un marchio ormai noto agli appassionati di ciclismo, La multinazionale canadese ha condiviso le strade di Astana prima e di Israel, uscendo recentemente dall’accordo con la formazione diretta da Sylvan Adams, che si è poi trasformata in NSN. L’azienda diretta da Jean Bélanger aveva comunque subito lasciato intendere che sarebbe rimasta nel mondo del ciclismo, e così è stato: prima è arrivato l’accordo con la francese St. Michel-Preference Homer-Auber 93 (Continental maschile e Professional femminile) e poi si è definito il nuovo legame con quella che è ormai la ex Alpecin-Deceuninck, realtà diretta dai fratelli Christoph e Philip Roodhooft.
Mathieu van der Poel, Jasper Philipsen e gli altri corridori in organico difenderanno quindi i colori della Alpecin-Premier Tech. “Con i Roodhooft c’era già un certo legame, da qualche anno – le parole di Bélanger raccolte da WielerFlits – Eravamo in squadre diverse, ma Philip ha tenuto sempre il canale aperto con me, che fosse per un caffé o per un messaggio su WhatsApp ogni tanto”.
Proprio quei messaggi potrebbero aver fatto la differenza in una situazione in rapido divenire: “Non mi diceva mai ‘quand’è che venite da noi? Possiamo offrirvi ben di più degli altri!’. Abbiamo costruito una buona relazione negli anni e la possibilità di collaborare dal punto di vista sportivo è nata solo qualche settimana fa. In questo periodo ho ricevuto tanti messaggi e tante mail, c’erano molte persone interessate. Ma alcuni mi sono sembrati abbastanza opportunisti. Con i Roodhooft, le cose mi suonavano meglio. Pensiamo a lunga scadenza e condividiamo gli stessi valori”.
La presenza in squadra di un campione assoluto come Van der Poel ha aiutato? “Ha aumentato il nostro interesse – risponde Bélanger – Ma le connessioni personali hanno aiutato. Unirsi a una squadra solo per un corridore sarebbe una cosa da opportunisti. Attenzione, Van der Poel è fantastico, ma noi valutiamo tutto, dalle fondamenta alla cima: Mathieu è la stella, ma le fondamenta della squadra devono essere solide“.
Sul piano sportivo, Bélanger non intende far pesare granché la presenza sua e del “suo” marchio: “Ci piacerebbe vedere VDP vincere il Mondiale 2026 in Canada (sarà a Montréal – ndr)? Se questo rientrerà nei programmi generali della squadra, certamente. Sarebbe un successo speciale, ma non fa assolutamente parte del nostro accordo. Non vogliamo influenzare il calendario della squadra. Poi, è evidente che il 2026 sarà un anno speciale per il ciclismo in Canada. Speriamo di creare interesse e che questo sport riceva l’attenzione ch merita nel nostro Paese. Inoltre, per noi è anche importante che la squadra sia attiva nel ciclismo femminile e nelle discipline fuori-strada: questi aspetti hanno reso la realtà dei Roodhooft ancora più interessante per noi“.
Infine, una curiosità. “La corsa che sogno segretamente di vincere? Il Lombardia!”, l’esclamazione del dirigente d’azienda canadese. La dichiarazione ha scatenato più di qualche sorriso fra i presenti, fratelli Roodhooft compresi, visto che la squadra non sembra avere proprio quella Monumento nel mirino, almeno tradizionalmente… “Beh, non sono mai stato a quella corsa. Ma, in realtà, non sono mai stato a una corsa in cui la mia squadra poi ha vinto. Spero di riuscire a provare questa sensazione almeno una volta nell’anno che verrà”.
