Nel 150mo anniversario della costruzione del Palazzo Municipale il Comune di Trieste ha organizzato un’iconica mostra fotografica intitolata “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie”. Le firme sono quelle che hanno contribuito a “scrivere” la storia della fotografia a Trieste a partire dal maestro Ugo Borsatti: tra le opere esposte, c’è quella che lui ha definito come il suo migliore scatto, che raffigura proprio piazza Unità sotto la pioggia. È riconoscibile dalle grandi dimensioni della stampa. “Conoscere la storia di piazza Unità – ha detto l’assessore Giorgio Rossi –  significa incontrare le generazioni che ci hanno preceduto e diventare consapevoli delle nostre potenzialità”

Tra gli episodi più importanti l’arrivo nell’allora piazza Grande il 1 luglio 1914 delle salme dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia assassinati a Sarajevo tre giorni prima. Poi fu ribattezzata piazza Francesco Giuseppe e, dopo ancora, piazza dell’Unità d’Italia. Nella principale piazza triestina sono passati da Benito Mussolini a Claudia Cardinale, nei favolosi anni ’60, fino ai tre Presidenti di Italia e Slovenia e Croazia in occasione del Concerto dell’Amicizia che nel 2010 ha simbolicamente chiuso il Novecento triestino. La grande Storia ha attraversato la piazza affacciata sul mare e, assieme a lei, tante storie di vita vissuta fatta di locali storici, manifestazioni, antichi mercati, quando ancora si tenevano qui.

La mostra rimarrà aperta a ingresso libero fino al 6 aprile 2026, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17 . Oltre quaranta fotografi, tra cui Carlo e Giuseppe Wulz, Ferdinando Ramann, Carlo Wernigg, Pietro Opiglia, Adriano de Rota, Ugo Borsatti, l’agenzia Giornalfoto, Tullio Stravisi, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Marino Sterle, documentano momenti, volti, gesti e atmosfere. Le vedute più antiche restituiscono una piazza brulicante affiancata dal giardino ottocentesco: esercizi commerciali, barbieri, ambulanti e bancarelle, tram affollati, alberghi, caffè. Sullo sfondo i velieri evocano il ruolo storico della città come porto imperiale. Altre immagini raccontano i momenti iconici: l’attesa delle navi del 1918, i tragici giorni del 1953 e le emozioni del 1954 per il ritorno di Trieste all’Italia.

Non mancano scatti di indimenticabili lampi di quotidianità, come la piazza sferzata dalla bora, le riprese di Senilità, con una giovane Claudia Cardinale, gli eventi sportivi e le storie movimentate della Fontana dei quattro continenti. In esposizione trovano posto anche oggetti di vita quotidiana e curiosità: dal gioco della campana, al prezioso mandolino in vendita presso il negozio di Carlo Schmidl, ai rasoi dei barbieri, fino alle tazzine da caffè e alla tazza dotata di copribaffi di fine Ottocento. A impreziosire ulteriormente il percorso espositivo contribuiscono materiali inediti, macchine fotografiche storiche e guide turistiche che rendono la visita un’esperienza coinvolgente e sorprendente.