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Che voto dare complessivamente a Jannik Sinner dopo tre mesi di forzato esilio? Merita 7, anche 7.5, considerando anche la solidità di Mariano Navone sulla terra. La sua partita ai raggi X: lacune nel dritto, il rovescio entusiasma. Ha rinforzato i muscoli, ha più energia: per Parigi sarà al massimo. Di seguito l’analisi sulla prestazione dell’azzurro agli Internazionali di Roma, al rientro in campo 104 giorni dopo l’ultima volta.


APPROFONDIMENTI

DRITTO

Il colpo che Jannik negli anni ha migliorato tantissimo, il meno naturale, crea ovviamente più problemi dopo la inattività.

Soprattutto quando deve cercare la palla, in special modo alta, sbaglia più spesso. Anche per via della superficie, più viva e imprevedibile, la meno vincente finora, anche se è stata la prima che ha frequentato, qualche volta perde anche il tempo d’impatto. Quando si trova sotto pressione, le situazioni di partita che non vive da 104 giorni e che non possono essere replicate in allenamento, è sul dritto che mostra le crepe, mancando, di risposta, due palle break sul 3-3 del secondo set. Ed è col dritto che sbaglia tre volte, subendo il contro-break del 4-4. Ma si autoimpone di limitare gli errori e proprio col dritto, spingendo, si costruisce l’occasione del nuovo-break decisivo. ROVESCIO

Il colpo più naturale dell’azzurro regala subito gemme e scatena l’euforia dei 10.500 del Centrale, soprattutto in lungolinea, sembra quasi che non abbiamo mai smesso di frequentare i campo di gioco. Ma anche al salto, quando trova il suo timing perfetto nell’impatto, scatena tutta la sua potenza. Impattando la palla con quel suono, secco, che tanto ricorda il miglior Sinner. Abituato da sempre ad imporsi nello scambio sulla diagonale di rovescio Jannik da quella posizione del campo ha automatismi perfetti, e gioca quasi ad occhi chiusi.

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SERVIZIO 

Jannik piazza il primo e peraltro unico ace del match solo dopo 73 minuti, come viatico del 3-3 del secondo set. Ma al di là degli ace, nella frazione iniziale mette troppe poche prime (16/32), anche se ottiene il 75% dei punti. Trova comunque servizi potenti, oltre i 200 all’ora, perché questo colpo è il più allenabile da solo. Alla fine mette in campo il 60% di prime ed ottiene il 63% dei punti, appena qualcosina di più, il 68% con la seconda. Lo varia tanto, cercando anche con soluzioni in kick per aprirsi il campo per un secondo colpo e anche con qualche volée che, in toto, gli fruttano il 75% dei punti (6/8).

RISPOSTA

La risposta è forse il colpo che forse accontenta di meno Jannik. Tanto che, non trovando la posizione giusta, durante il secondo set, fa un insolito gesto di stizza, sempre auto-incitandosi a incrementare il rendimento. Che comunque è del 42% di punti (19/45) sulla prima e del 68% (17/25) sulla seconda. E’ evidente che il colpo d’occhio non può essere ancora perfetto: ha solo bisogno di 5/6 partite.

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CONDIZIONE FISICA

Si vede a occhio nudo che Jannik ha messo molta benzina nel motore: sulle gambe ha nuovi muscoli importanti che gli garantiscono sia sprint che resistenza. E sicuramente sotto questo profilo può essere più che contento considerando i problemi all’anca di un anno fa che gli avevano fatto rinunciare a Roma. Partendo da questa base, Sinner non potrà che migliorare sulla strada del Roland Garros dove la distanza si allunga ai 5 set. 

TENUTA MENTALE

La disabitudine alle partite costa a Jannik un insolito calo di concentrazione all’inizio del primo set. Un peccato davvero veniale per un campione che si differenzia principalmente proprio per la capacità di ottenere il massimo per l’intero corso della partita e si esalta proprio nei momenti topici. E di certo non si preoccupa per questo.

 


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