Fraser Olender, volto del reality nautico “Below Deck”, è finito in ospedale per un infarto a 33 anni. L’attore ha raccontato sui social di un grave problema di salute: sotto accusa c’è la sigaretta elettronica. Il malore, lo spavento, il ricovero e la diagnosi: poteva finire molto peggio.

Il malore, poi il ricovero: “Per una cosa così stupida potevo morire”

In un post su Instagram, il 33enne ha spiegato di aver avvertito all’improvviso forti dolori al petto e difficoltà a respirare mentre si trovava a Londra: è stato ricoverato in più ospedali, sottoposto a numerosi esami e tenuto in osservazione per una settimana. 

I medici gli hanno diagnosticato una Evali (E-cigarette or Vaping product use-Associated Lung Injury), una lesione polmonare associata allo svapo, che in questo caso ha provocato un vasospasmo coronarico: le arterie del cuore si sono contratte bruscamente, riducendo il flusso di sangue e scatenando un infarto, legato non a una placca che ostruisce i vasi, ma alla mancanza di ossigeno durante lo spasmo. 

Secondo il racconto dell’attore, il dolore è stato talmente intenso che sono serviti antidolorifici molto potenti: due cicli di morfina non erano bastati, e in ospedale è stato necessario ricorrere al farmaco più forte disponibile in pronto soccorso. 

Oggi Olender è fuori pericolo e in fase di recupero, ma ha deciso di rendere pubblica la sua esperienza per mettere in guardia chi svapa. Nel suo messaggio spiega di aver sospeso del tutto la sigaretta elettronica e di non volerla più usare: “Avrei potuto morire per una cosa così stupida. Se questa storia può far riflettere anche una sola persona, allora vale la pena raccontarla”, ha scritto, ringraziando il personale sanitario e mostrando il sostegno del compagno, accanto al suo letto d’ospedale. 

Il suo appello è semplice e diretto: “Fatevi un favore e smettete subito. Non sappiamo abbastanza su queste cose, ma vi posso dire che non c’è niente di ‘carino’ in quello che ho passato”. Un messaggio che si aggiunge agli avvertimenti di molte istituzioni sanitarie – dai Cdc statunitensi alle associazioni mediche internazionali – che invitano a non sottovalutare i rischi dello svapo, soprattutto tra i più giovani.

I morti negli Usa associati allo svapo

La sigla “Evali” è stata coniata nel 2019, quando negli Stati Uniti si è registrata un’ondata di casi di lesioni polmonari gravi associate all’uso di sigarette elettroniche. Il Centro per il controllo delle malattie (Cdc) ha contato 2.807 ricoveri o decessi tra il 2019 e il febbraio 2020, distribuiti in tutti gli Stati USA e in alcuni territori, con 68 morti confermati. 

Le autorità sanitarie sottolineano che l’Evali è una malattia multifattoriale, e che in generale l’uso di sigarette elettroniche può causare danni acuti ai polmoni e, in alcuni casi, interessare anche il sistema cardiovascolare. L’American lung association ricorda che oltre la metà dei pazienti con Evali ha bisogno del ricovero in terapia intensiva e che questa condizione può essere potenzialmente fatale.