Oltre 432 milioni per finanziare la ricerca italiana e spingere la crescita del Paese. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha dato il via libera ai finanziamenti del terzo bando del Fondo Italiano per la Scienza (Fis 3): il programma nazionale che sostiene la ricerca di base più innovativa. Un incremento, rispetto ai 330 milioni del programma precedente (Fis 2), e che premia soprattutto la Capitale.

Ricerca, Roma superstar

Con oltre 74 milioni di euro, infatti, il Lazio è la seconda regione per quantità di fondi stanziati, superata solo dalla Lombardia con 78,6 milioni. Ma se la Regione del nord Italia può contare su più città universitarie, a trainare la ricerca nel Lazio è, in sostanza, soprattutto Roma: dei 74 milioni totali, circa 70 riguardano progetti presentati dagli atenei romani. Sapienza su tutti, con oltre 30 milioni per 24 progetti, seguita da Tor Vergata (13,5 milioni) e Roma Tre (8 milioni). E poi ancora il Campus Bio-Medico (3,3 milioni) e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (3,7 milioni).

Superate di gran lunga le altre Regioni italiane: con 44,7 milioni la Toscana raggiunge il terzo posto nella classifica dei finanziamenti, seguita da Veneto (43,4 milioni) e Campania (35,9 milioni).

I PROGETTI

Fondi che sosterranno 326 progetti di eccellenza, selezionati tra oltre 5mila candidature valutate secondo standard internazionali e con il contributo del Comitato Nazionale per la Valutazione della Ricerca (Cnvr).

Tre le categorie in cui si dividono gli ambiti di ricerca: “Life sciences”, ovvero salute, medicina, biologia e biotecnologie; “Physical sciences and engineering”, che comprende fisica, chimica, informatica e discipline ingegneristiche, e infine l’area “Social sciences and humanities” che comprende studi in sociologia, psicologia, antropologia, economia, diritto, e filosofia. Dei 326 progetti, 110 riguardano la prima categoria (per un totale di 148,6 milioni di euro); 115 rientrano nelle “Physical sciences and engineering” (per 152,8 milioni), e 101 progetti si concentrano sulle scienze sociali (per 130,7 milioni).

LE PERSONE

A portare avanti i progetti saranno diverse figure di ricercatori: 200 sono “Starting grant”, destinati cioè a giovani studiosi emergenti, e avranno un finanziamento di 228 milioni di euro; mentre 54 progetti sono “consolidator grant” per ricercatori in fase di crescita (finanziati con 76,7 milioni). Infine, 72 saranno destinati a scienziati affermati, “advanced grant” con 127,3 milioni di euro totali.

Il finanziamento, quindi, va anche nella direzione di stabilizzare i ricercatori italiani: i vincitori del bando, infatti, saranno assunti o contrattualizzati dalle università e dagli enti di ricerca che ospiteranno i loro progetti. A stabilirlo sono le regole del Fis che prevede, in assenza di un rapporto di lavoro già attivo in Italia, che i vincitori vengano integrati nel sistema nazionale della ricerca. «Il Paese è al vostro fianco perché siete voi a dare energia all’innovazione – ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, rivolgendosi ai vincitori – State trasformando idee ambiziose in progetti capaci di aprire nuove strade per il futuro». Un motore, quello della ricerca, che per Bernini «torna a muoversi con decisione grazie a risorse concrete». Con la legge di Bilancio, ha aggiunto, «garantiamo continuità e stabilità ai finanziamenti: il nuovo Fondo unico per la ricerca offre certezze ai ricercatori: criteri trasparenti, bandi pubblicati entro il 30 aprile e risorse definite. Nel 2025 parliamo di 460 milioni, a cui si aggiungono 150 milioni destinati ai Prin, ora bandi annuali con dotazione minima garantita». E il ministero ha già fatto sapere di aver previsto, per il prossimo biennio, la quarta edizione del bando FIS con una dotazione finanziaria che rafforzerà ulteriormente l’impegno a sostegno della ricerca di base.

IL LAZIO

Per quanto riguarda il Lazio o, meglio, Roma, i 74 milioni sono destinati a 56 progetti. A raccogliere il finanziamento più alto è il settore “Physical sciences and engineering”, con quasi 27 milioni di euro. Subito dopo, l’ambito “Life science” a cui sono destinati 24, 2 milioni seguito infine dal settore delle scienze sociali con 22,9 milioni di euro. Anche nel Lazio la maggior parte dei fondi andrà a ricercatori emergenti: 41,3 milioni di euro per finanziare 36 progetti, mentre 22,8 milioni di euro sono stati assegnati a 13 progetti proposti da ricercatori affermati, i cosiddetti Advanced grant. Infine, circa 10 milioni sosterranno 7 progetti di studiosi in carriera inclusi nella categoria Consolidator grant.

In totale sono 13 gli atenei che beneficeranno dei fondi, quasi tutti romani, ad eccezione della sola Università degli Studi della Tuscia. Sapienza primeggia con 30 milioni di fondi, seguita da Tor Vergata e Roma Tre, i tre principali atenei pubblici della Capitale. Ma tra i vincitori ci sono anche ricercatori di Luiss, Lumsa, UnitelmaSapienza e Guglielmo Marconi. E ancora, l’Università Mercatorum e l’Ifo (Istituti fisioterapici Ospitalieri). Un insieme eterogeneo di ambiti di ricerca e professionisti che fa di Roma la Capitale della ricerca.

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