Si è rimessa in gioco nel momento più delicato di Ballando con le Stelle, dopo un’interruzione per una lesione al piede e la frattura di tre costole. Francesca Fialdini, ospite di Radio2 Stai Serena, a Serena Bortone e Massimo Cervelli, ha spiegato: «Ci tenevo a tornare nel ripescaggio perché ci tenevo a vincere anche la paura del ritorno, mettermi alla prova». E ha ricordato il suo primo dialogo con Milly Carlucci. «Il primo giorno ho detto a Milly: “Io vengo anche se non so fare una ceppa, per imparare qualcosa di me che ancora non so”. Volevo mettermi alla prova davanti al giudizio degli altri che lì è plateale. Le aspettative mi hanno superato e per ora è tutto bene».

Alla domanda su quale sia stato il ballo più impegnativo, risponde senza anticipare troppo: «Forse quello di questa settimana che non posso rivelare». Se deve indicare il più intrigante, non ha dubbi: «Il paso doble». E nelle prove, racconta, il suo maestro non ha esitato a richiamarla: «Durante le prove Giovanni mi ha detto di smetterla di anticipare i passi, era lui a dovermi portare. Il ballo è maschilista da questo punto di vista, ma se la donna non ha baricentro, non regge».

Inevitabile anche tornare sul «lastra gate» delle scorse settimane: alcuni colleghi concorrenti avrebbero espresso un certo scetticismo sulla reale entità delle lesioni, arrivando a chiedere, in tono che è stato descritto come scherzoso da alcuni e sgradevole da altri, di visionare le lastre mediche di Francesca Fialdini. «Ho portato con me le lastre. Ho raccontato questa cosa divertita a Ballando Segreto perché è uno show e ci si diverte, ma poi mi è scappato di mano e non avevo previsto tutto questo», ha ricordato. «I complotti nascono nel sottoscala, non c’è mai una logica, il colpevole è quello meno sospettato e quindi il giallo è ancora aperto».

La vicenda l’ha portata anche a un chiarimento con Fabio Fognini, il maggiore protagonista del «lastra gate», che aveva commentato la questione in modo pungente (aveva detto che «da una frattura alle costole è difficile di recuperare in così poco tempo»). Francesca Fialdini ricostruisce così il loro incontro: «Si è venuto a sedere accanto a me e ci siamo parlati chiaramente. Come potete vedere lui è un ragazzo con uno spirito goliardico fortissimo. Da sportivo, vive perennemente in uno spogliatoio. Alle volte la provocazione è provocazione, ma se alzi la posta relativamente alla salute, può essere sgradevole».

L’intervista si è spostata sul nuovo libro della conduttrice, Come fossi una bambola. Storie di dipendenza affettiva e di chi ne è uscito, un lavoro costruito a partire da casi reali. «Statisticamente, le donne tendono a chiedere aiuto di più e quindi rientrano in una casistica di dipendenza affettiva», ha spiegato. «Noi siamo partiti ovviamente da casi clinici reali, da storie che mi permettevano poi di sviluppare delle narrazioni un po’ più libere così da unire due generi: invogliare il lettore comune a leggere un libro che poi viene passo passo accompagnato da un esperto con un linguaggio scientifico».