Il caso ha suscitato l’allarme dei medici della European Society of Human Genetics, che hanno potuto esaminare quest’anno 67 bambini coinvolti dopo la diffusione dei primi dati sospetti, trovando in 23 di loro tracce della variante del gene TP53. Edwige Kasper, genetista oncologica all’ospedale di Rouen, in Francia, ha confermato ai giornalisti di aver visionato le cartelle cliniche di “molti bambini che hanno sviluppato due diversi tipi di tumore, alcuni dei quali già morti in tenera età”. “Non ce l’ho con il donatore inconsapevole”, ha commentato intanto una madre francese – indicata dalla Bbc con un nome di copertura, Céline – messa in allerta per aver usato un campione a rischio 14 anni fa, in una clinica belga: “Ma non è accettabile che mi sia stato iniettato qualcosa di non pulito, di non sicuro, di pericoloso”.