Como, 11 dicembre 2025 – Un matrimonio civile celebrato in una location di prestigio nella Bassa Comasca, a coronamento di una relazione tra due cinquantenni, che proseguiva da almeno cinque anni. Salvo scoprire, poche ore dopo l’unione, che era stata tutta una messinscena organizzata dalla sposa, per non rivelare al compagno che un marito lei lo aveva già, da sempre.
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Il testimone investigatore, le pubblicazioni fantasma e la reazione a catena
Ad accorgersi che in quella cerimonia c’era qualcosa che non tornava, facendo scoppiare una reazione a catena, è stato uno dei testimoni, che nei giorni successivi all’evento ha voluto verificare che effettivamente fossero state affisse le pubblicazioni. Cosa era realmente accaduto quel giorno, è stato ricostruito dai carabinieri, coinvolti per capire se quella vicenda, oltre alle amare ricadute umane e morali, potesse avere anche qualche risvolto penale.
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Cerimonia di lusso con una stranezza: la sposa non aveva invitato nessuno (o quasi)
La cerimonia era stata organizzata la scorsa settimana, un’unione civile celebrata da una conoscente della sposa. Entrambi residenti in provincia di Varese, italiani con professioni qualificate, avevano scelto di concludere il momento dell’unione matrimoniale con il ’rito della sabbia’, una cerimonia simbolica, ultimamente parecchio in voga in quanto ritenuta molto poetica, con la quale viene simbolicamente simulata l’unione delle due anime degli sposi, versando sabbia di colori diversi in un unico contenitore e generando un insieme indissolubile. Al matrimonio erano presenti numerosi invitati: amici e parenti dello sposo, ma anche i genitori. Per la sposa invece, pare non fosse presente nessuno o quasi, un’assenza che la donna ha giustificato senza destare sospetti. Così il rito è stato portato a termine, le sabbie unite e il pranzo di nozze consumato e apprezzato, all’interno di una location adeguata a fare da cornice a questo momento.

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i carabinieri hanno identificato e convocato gli sposi: al vaglio eventuali reati
Tutto a posto, apparentemente, se non fosse che uno dei testimoni, perplesso da una serie di dettagli, si è rivolto all’ufficio anagrafe di competenza, per verificare che effettivamente quel matrimonio fosse stato celebrato. Senza ottenere nessuna conferma. A quel punto, lo stesso ufficio ha interpellato i carabinieri, che in poche ore hanno identificato e convocato gli sposi e ricostruito cosa era accaduto. Dovendosi assumere anche il compito di spiegare allo sposo, rimasto scosso, che quel matrimonio non era mai avvenuto, e che la donna che credeva di aver sposato, in realtà lo era già, da sempre, con un altro uomo. E che tuttavia per anni aveva portato avanti la relazione con lui, senza mai riuscire a dirgli la verità, fino a non potersi sottrarre alla richiesta di matrimonio. Ora i militari stanno valutando eventuali reati commessi durante tutta quella simulazione, nella quale sarebbe anche stato firmato un atto. Da parte sua, il mancato sposo potrà fare tutte le valutazioni che ritiene per il danno morale subito.

