L’intervista nasce per parlare di musica, del nuovo album Dell’amore il fallimento, e del ritorno dopo mesi difficili, segnati da un problema alle corde vocali. Ma Levante, negli studi di Radio Deejay, a Say Waaad?!?, lascia scivolare la conversazione su un terreno più personale. E rivela di essere «sapiosessuale»: «Sapiosessuale è colui o colei che è attratto dalla conoscenza», spiega. Per lei significa sentirsi sedotta prima di tutto dall’intelligenza di una persona, dal modo in cui ragiona, dialoga, approfondisce. Le è successo quando si è innamorata del compagno, l’avvocato siciliano Pietro Palumbo, padre della loro figlia Alma Futura.
Che, pure – riconosce lei – è un uomo dall’aspetto molto attraente: «Pietro è un uomo veramente molto bello, proprio un bonazzo». Ma non è stato (solo) quello a convincerla: «La cosa che mi ha conquistato di lui è che è proprio un genio. Io lo adoro». E spiega: «Parliamo di filosofia e io rimango appesa come una babba».
La relazione con Pietro Palumbo è iniziata nel 2020. Della loro storia, vissuta il più possibile lontano dai riflettori, aveva spiegato: «È bello essere innamorati. L’amore non deve essere faticoso». Di lui aveva detto: «Non fa parte del mondo dello spettacolo, è della mia isola, un siculo, e ha gli occhi azzurri». E, a D, aveva raccontato: «Ha avuto la pazienza di accompagnarmi verso l’uscita, ha parlato al momento giusto. È il genitore migliore, dividere il ruolo con lui diventa semplice, non ha bisogno di dimostrare la sua mascolinità. Non è l’opposto al mio femminile, non ha un ruolo sessista».
Prima, dal 2015 al 2017, Levante è stata sposata con Simone Cogo, polistrumentista dei The Bloody Beetroots. Poi nella sua vita è arrivato Antonio Diodato, che è rimasto al suo fianco per circa due anni. Pochi mesi prima di Sanremo 2020, il nuovo amore: «Un grande colpo di fortuna», ha rivelato a Radio Deejay. Una sera che ero arrabbiatissima, un mio amico mi propose di uscire a cena, ma si era scordato che aveva un compleanno. Così andai con lui, trovandomi a tavola con questo Dio siciliano».
Stessa terra, lati diversi: da Catania, lei, a Palermo, lui. «Purtroppo dice arancina e non arancino, siamo agli opposti». Ma solo geograficamente: «È bello essere innamorati, perché è come giocare lo stesso sport. Altrimenti diventa faticoso, e l’amore non deve essere faticoso».