Ci sono programmi che informano, altri che emozionano. “Sulla Strada. Territori, persone e storie a due ruote”, la rubrica di Rai News 24 curata da Alfredo Di Giovampaolo, riesce nel raro equilibrio di fare entrambe le cose: coglie l’Italia mentre cambia, la osserva dalla prospettiva del sellino e la restituisce in forma di racconto a tutto tondo.
In un Paese in cui la bicicletta non è più solo sport o passatempo, ma strumento culturale, sociale ed economico, questa trasmissione si presenta come uno straordinario mezzo per raccontare la mobilità attiva e il cicloturismo, con uno stile sobrio, diretto e profondamente umano.
Dal successo di “Pedala Italia” a un format che allarga lo sguardo
Dopo l’esperienza di “Cammina Italia” e soprattutto del progetto “Pedala Italia” – di cui su Bikeitalia avevamo già scritto qui – questo nuovo format fa un passo in più: non si limita a mostrare dove si può pedalare, ma perché pedalare oggi conti più che mai.
Il programma – in onda da ottobre 2025 il sabato alle 10:30 e in replica la domenica alle 9:30 – dà voce a chi costruisce quotidianamente una cultura della bici: amministratori, appassionati, guide ambientali, attivisti, agricoltori, artigiani, educatori, tecnici, famiglie. È la narrazione di un Paese che, pur tra mille difficoltà e contraddizioni, sta imparando a muoversi diversamente.
Non è la solita rubrica turistica patinata: è un viaggio che incontra persone vere, affronta problemi reali e valorizza le tante visioni positive che fioriscono lungo le strade italiane.
L’Italia vista pedalando: il Paese cambia nei dettagliLe Marche che ripartono dopo il sisma
Tra i momenti più intensi di questa prima stagione, la puntata dedicata alle Marche: un territorio colpito dal sisma ma determinato a ripartire, dove la ciclovia Strade di Marca diventa un filo rosso per ricollegare comunità e paesaggi.
Di Giovampaolo dialoga con Loredana Miconi e Sonia Miconi di “Noi Marche Bike Life”, che raccontano come 800 chilometri di itinerari possano diventare non solo un prodotto turistico, ma un progetto sociale: dai borghi della media collina al mare, la bici serve a trattenere giovani, creare lavoro e ridare identità a chi l’aveva persa.
«Pedalare è il modo più semplice per capire dove siamo e dove possiamo andare», dicono. E lo spettatore capisce che non è una metafora.
Napoli: la bici come gesto quotidiano, quasi rivoluzionario
Napoli: “Tra mare, caos e bellezza: la bici diventa un atto di fiducia quotidiana”. Qui il programma registra con lucidità – e ironia quando serve – la fatica e la bellezza di muoversi su due ruote in una metropoli che cambia lentamente. Di Giovampaolo incontra genitori che accompagnano i figli a scuola in cargo bike, dipendenti pubblici che arrivano in ufficio in bicicletta per “dare il buon esempio” e ciclisti urbani che raccontano la loro città con sincerità.
Ne emerge il ritratto di una Napoli coraggiosa, che tra ciclofficine di quartiere, bar che diventano hub ciclabili e nuove visioni urbanistiche prova a immaginare un futuro in cui la bici non sia un atto eroico, ma un gesto normale.
Salento: tra dune costiere, tecnologia e nuovi modi di conoscere il territorio
Nel Parco delle Dune Costiere, fra Ostuni e Fasano, la bicicletta si fa strumento scientifico oltre che turistico.
Il programma mostra l’app sviluppata dal Politecnico di Bari insieme all’ente parco. Un sistema che raccoglie dati dai ciclisti e li restituisce agli amministratori per decisioni più informate. Un modo intelligente per unire slow tourism e gestione del territorio. Qui si incontrano operatori, ricercatori, guide ambientali e community locali che, pedalata dopo pedalata, stanno ridefinendo il modello economico della costa.
Il viaggio tocca anche le ferite del territorio, come l’alluvione improvvisa che ha travolto Ostuni: un richiamo alla necessità di pianificazione e resilienza, osservata senza retorica.
Polignano e l’educazione alla bici: imparare pedalando
Tra i momenti più preziosi, la voce dei bambini di Polignano. Attraverso disegni e parole, raccontano cosa rappresenti per loro la bicicletta e perché un “Manifesto del ciclismo sostenibile” scritto in classe possa diventare una piccola grande rivoluzione civica.
Per chi sostiene da anni l’importanza dell’educazione alla mobilità attiva, queste testimonianze di vita pedalata valgono molto più di un convegno.
Focus ➡️ Link all’archivio completo delle puntate di “Sulla Strada”
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Eventi, comunità e storie che danno forma alla cultura ciclistica italiana
“Sulla Strada” attraversa festival, pedalate collettive e manifestazioni che raccontano lo spirito della community: il Giro d’Italia d’Epoca, dove la bici d’epoca è occasione per parlare di memoria sportiva ma anche di rigenerazione urbana; il Festival del Ciclista Lento di Ferrara, dove la velocità è bandita e la lentezza diventa valore condiviso; le iniziative per la legalità sui beni confiscati del parmense, in collaborazione con Libera e con le guide AIGAE; Paciclica, la pedalata della FIAB in occasione della Marcia della Pace Perugia–Assisi, che mostra la bici come strumento sociale prima ancora che sportivo. Solo per citarne alcuni.
Di Giovampaolo raccoglie voci, volti e intuizioni: uno dei punti di forza del programma è proprio questo lavoro sulle “micro-storie” che diventano lente di lettura per i grandi temi del nostro tempo.
Oltre la cronaca: perché questo programma è importante
L’Italia del cicloturismo è in piena trasformazione, e “Sulla Strada” lo dimostra senza sensazionalismi.
Il valore della rubrica sta anche nel suo equilibrio: alterna panorami e domande scomode, statistiche e testimonianze, poesia dei luoghi e pragmatismo dei dati.
Racconta la bici come strumento per comprendere la crisi climatica dal vivo, per dare voce alle comunità locali, per generare economia sostenibile, per riscoprire il senso di appartenenza ai territori, per costruire relazioni lente e solide, per educare alla mobilità sicura. E ricorda che, in un Paese frammentato come l’Italia, la bici è una delle poche cose che unisce.
Un format che aiuta a capire la realtà
“Sulla Strada” non è solo una rubrica: è un invito. Invita ad attraversare l’Italia lentamente, a fermarsi ad ascoltare, a entrare in relazione. Invita a usare la bici come strumento per immaginare un futuro diverso: più sobrio, più intelligente, più vicino alle persone.
È un programma che dimostra che la mobilità non è un dettaglio tecnico, ma un modo di vivere. E che pedalare, dopo tutto, non serve solo a spostarsi: serve a capire.
Appuntamento con la Fiera del Cicloturismo 2026 a Padova
La narrazione del cicloturismo italiano non si ferma al racconto sullo schermo. Molte delle storie e delle persone raccontate in questo programma – e tante altre, anche dall’estero – saranno presenti dal vivo alla Fiera del Cicloturismo, che si terrà a Padova dal 27 al 29 marzo 2026, con uno spazio interamente dedicato agli eventi in bici, ai protagonisti dei territori e a tutte le realtà che rendono possibile giorno dopo giorno un’Italia più ciclabile.
Un’occasione imperdibile per incontrarsi, condividere idee e continuare a costruire – insieme – una cultura della bici sempre solida, moderna e inclusiva.
L’ispirazione per la prossima vacanza
27-29 MARZO 2026
FIERA DEL CICLOTURISMO