Un importante chiarimento sull’uso degli autovelox nel territorio metropolitano arriva dal nuovo decreto del prefetto di Bologna. Tuttavia, la risposta in termini di nuove autorizzazioni è considerata “ancora molto lontana” da ciò che servirebbe per affrontare la violenza stradale.
È quanto emerge dalla dichiarazione di Simona Larghetti, consigliera metropolitana con delega alla mobilità, che pur riconoscendo il valore del lavoro svolto, lancia un appello per un maggiore supporto istituzionale ai Comuni.
La mappa dei 50 tratti autorizzati
“Il nuovo decreto del Prefetto di Bologna rappresenta un passaggio molto importante di chiarezza e certezza giuridica sull’uso degli autovelox nel territorio metropolitano e uno strumento necessario alla strategia di prevenzione della violenza stradale che abbiamo messo insieme nel PIMES (Piano Integrato Metropolitano Sicurezza Stradale)” ha dichiarato Larghetti, ringraziando la prefettura per il “lavoro di ricognizione complesso” svolto con polizia stradale e polizie locali.
Registrati alla sezione Dossier BolognaToday
Il censimento finale stabilisce un quadro delle postazioni fisse attive:
La consigliera ha inoltre specificato che le discrepanze con il censimento del MIT sono dovute a “diverse logiche di classificazione adottate”, senza incidere sul dato sostanziale.
“Impotenti ad Agire”
Il punto più critico riguarda il numero esiguo di nuove installazioni autorizzate. A fronte di 70 richieste di valutazione per nuove postazioni portate all’attenzione della Prefettura, ne sono state approvate sole 6: “L’autorizzazione di sole 6 nuove postazioni (tutte su tratti di strada extraurbana, nessuna su strade urbane dove avvengono il 76% dei sinistri complessivi del nostro territorio) – per Larghetti è – un risultato ancora molto lontano da ciò che servirebbe per raggiungere gli obiettivi europei e nazionali di riduzione di incidentalità e mortalità stradale e per i quali i sindaci e gli amministratori locali sono del tutto privi di modalità di controllo adeguate e si ritrovano impotenti ad agire per prevenire le morti sulle strade”.
Ciclabili strette, incroci pericolosi e pochi controlli: il nostro test nei punti più critici per chi pedalaLe nuove postazioni autorizzate
- SS 65 della Futa, Pianoro
- SS 568 Persicetana (due tratti), San Giovanni in Persiceto
- SP 26 via Lavino, Monte San Pietro
- SS 569 di Vignola (due tratti, di cui uno previsto un sistema di controllo di tipo tutor), Valsamoggia e Zola Predosa
Critiche al decreto ministeriale 2024
Secondo Larghetti, la responsabilità del blocco delle autorizzazioni risiede anche nel recente decreto ministeriale del 2024, che ha reso più restrittive le condizioni di installazione degli autovelox.
Questo impianto normativo “non riconosce la velocità come fattore di aggravamento degli scontri, anche quando non è la causa primaria,” e attribuisce un peso eccessivo alle caratteristiche geometriche delle strade e alla presunta possibilità di controlli con pattuglie, “ignorando la grave carenza di personale delle polizie locali”.
Un elemento di positività è l’autorizzazione del sistema Tutor sulla SS 569 di Vignola (Nuova Bazzanese), una strada segnata da numerosi scontri mortali: “Il Tutor è uno strumento particolarmente efficace perché consente di mantenere velocità più sicure su lunghi tratti”, ha sottolineato la consigliera, garantendo che la Città metropolitana si attiverà “subito con ANAS e Comuni per arrivare rapidamente alla sua installazione”.
La dichiarazione si conclude con un monito contro il “clima politico e culturale” nazionale che alimenta una “narrazione ideologica contro gli autovelox”, ignorando che tutti i dati scientifici dimostrano che si tratta di “strumenti salvavita, capaci di ridurre il numero di morti sulle strade tra il 15% e il 26%”.
“La sicurezza stradale non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità pubblica,” ha concluso Larghetti. “Il decreto del Prefetto va in questa direzione, ma ora è necessario fare un passo in più per proteggere davvero chi ogni giorno si muove sulle nostre strade”.
Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday