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Era l’uomo che ha incarnato il sogno e l’orgoglio del tennis italiano, una leggenda, l’unico azzurro inserito nella International Tennis Hall of Fame: Nicola Pietrangeli, morto all’età di 92 anni, è stato tra i più grandi tennisti della storia del nostro paese, incarnando per decenni l’eleganza, la tecnica e la tenacia delle racchette, diventando un simbolo di un’epoca d’oro dello sport nazionale. Pietrangeli era molto legato a Roma, dove ha vissuto, ed era un super tifoso della Lazio. Ora si apre anche il nodo dell’eredità lasciata dal tennista.


APPROFONDIMENTI

La casa nel cuore di Roma

Nicola Pietrangeli viveva  l’appartamento romano alla Balduina, quartiere signorile e ai piedi di Monte Mario. La casa è in pratica un museo dello sport, tra foto storiche, medaglie e trofei di una carriera leggendaria. Alle pareti il ritratto con Barazzutti, Bertolucci, Panatta e Zugarelli dopo la vittoria in Cile della Coppa Davis, le foto con Grace Kelly a Montecarlo e immagini con Farah Diba, Sean Connery, Jean-Paul Belmondo e Frank Sinatra. Tra le coppe c’è anche quella consegnata dal principe Ranieri III di Monaco, che custodisce le ceneri del suo amato gatto Pupino, chiuse in un sacchetto con fiocco blu. Tra le racchette rimaste, una Spalding è stata inserita in un’opera d’arte in metacrilato insieme a una pallina vintage, a ricordo degli incontri in Coppa Davis. Durante la sua relazione con Licia Colò ha vissuto invece in una grande casa nel verde a Casal Palocco.

L’eredità di Pietrangeli

Alla morte di Pietrangeli, i figli superstiti, Marco e Filippo, insieme ai nipoti, rappresentano gli eredi naturali anche del suo patrimonio. Al centro della successione, verosimilmente, c’è l’appartamento della Balduina, con arredi, pezzi unici, archivi fotografici e trofei accumulati in decenni di sport e viaggi. Ma il vero valore non sta nelle coppe, quanto nel significato affettivo che racchiudono. Pietrageli ha vissuto in epoca del tennis dove non si vincevano milioni di euro come oggi, se si pensa che al Roland Garros di Parigi vinse appena 150 dollari come premio, la sua eredità sarà soprattutto morale e d’affetto per quello che ha rappresentato per lo sport italiano.


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