Angelica Bove è tra i sei finalisti di Sanremo Giovani 2025 e si prepara per la finale di Sarà Sanremo con il suo brano “Mattone“.
L’artista romana, classe 2003, porta sul palco un pezzo profondamente introspettivo che affronta con maturità il peso insopportabile del dolore e del lutto, in particolare quello causato da due perdite improvvise. Il singolo, prodotto da Federico Nardelli, è un’apertura sincera sulla sua vulnerabilità interiore, raccontando l’impotenza iniziale e la successiva volontà di rinascere.
Con il suo timbro graffiante e profondo, Angelica dimostra come le ferite possano “respirare” e come la sofferenza, che inizialmente le aveva tolto la voce, possa essere trasformata in un valore aggiunto. La sua musica si muove su melodie delicate ma grintose, offrendo un messaggio di autenticità e ricostruzione che si connette profondamente con il suo pubblico, invitando a esplorare le proprie emozioni senza tabù.
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Angelica Bove: intervista esclusiva per Cosmopolitan
Cosmopolitan ha incontrato Angelica Bove al Palafiori a Sanremo a ridosso della conferenza stampa di presentazione di Sarà Sanremo e quindi a poche ore dalla finalissima. Cosa ci ha raccontato?
Courtesy of Press Office
Domanda banale, ma va fatta: come ti senti?
Sono serena, il viaggio da Roma a Sanremo è stato bello. Qui a Sanremo poi c’è una primavera eterna, c’è il sole, c’è il caldo. Si sta bene.
Eri in finale a Sarà Sanremo anche nell’edizione passata: rispetto allo scorso anno, come stai vivendo questa esperienza?
Tanta della mia serenità arriva dal progetto che verrà e che c’è all’orizzonte. Quindi la vera differenza di quest’anno lo fa questo, al di là del fatto che non è la prima volta e le prime volte sono sempre più faticose.
Cos’è successo in quest’ultimo anno dal punto di vista professionale?
Abbiamo lavorato tanto al mio progetto, alla mia identità artistica e sonora. C’è stato un gran bel lavoro, quindi mi sento molto solida e sicura della mia arte.
Tra gli autori del brano c’è Matteo Alieno (insieme a Federico Nardelli, anche produttore) che è arrivato tra i 10 finalisti di Area Sanremo. Com’è il tuo rapporto con lui?
Lui è il mio migliore amico, azzarderei a dire il mio Mogol. Lo stimo come pochissime persone stimo e chiaramente c’è un legame affettivo e umano che va oltre il lavoro. Questa è la magia del mio progetto.
Vuoi parlarci della genesi di “Mattone”, il brano che porti in gara?
“Mattone” è nato chiaramente dopo uno sfogo con lui, da tutte cose che lui sa benissimo, mi ha visto soffrire e sa bene il dolore che mi porto dentro, il mattone. Lui è bravissimo e capacissimo a riordinare quella che per me è una confusione interiore, anche emotiva importantissima.
Da ieri ci sono due videoclip, oltre a quello ufficiale, anche uno con l’orchestra. Com’è nata questa idea?
Da quando è uscito il pezzo banalmente ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che questo brano sta troppo bene con un’orchestra alle spalle. Ce lo siamo detti in modo naturale.
A prescindere da come andrà Sanremo Giovani, stai lavorando a un nuovo album?
Vi anticipo che sono molto contenta e più di questo non si può dire. Ci sono tanti nuovi lati di me, niente di rivisto.
Domani al Casinò di Sanremo ci saranno anche i Big del Festival a svelare i titoli dei brani che portano in gara. C’è qualcuno che ti piacerebbe incontrare e perché?
Ti direi Tommaso Paradiso perché c’è un’emozione che riconosco familiare.
Cosa significherebbe per te cantare al Festival di Sanremo?
Un grande regalo, una meravigliosa cosa a cui non sto pensando. Una cosa bella che se accade bene, se non accade va bene lo stesso.
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