Mathias Norsgaard critico verso Oier Lakzano e la Movistar. Il danese, che ha corso con la formazione iberica fino a questa stagione ed è stato quindi compagno di squadra del 25enne per tre anni, si è detto sorpreso che solo ora siano emerse le anomalie rilevate nel passaporto biologico del corridore spagnolo risalenti al periodo 2022-2024, che hanno portato prima alla sospensione e poi al suo licenziamento dalla Red Bull-Bora-hansgrohe. In un’intervista a Feltet, il 28enne si è chiesto per quale motivo tali irregolarità siano rimaste inosservate per così tanto tempo, a fronte anche di alcune prestazioni abbastanza sorprendenti da parte di Lazkano nelle scorse annate.

Ovviamente, si è contenti che chi bara venga scoperto – ha dichiarato Norsgaard – Sono un po’ sorpreso di come sia potuto succedere. Dopotutto, ci sono medici sul libro paga della Movistar, e il fatto che non abbiano individuato il problema mi sconcerta molto. A cosa serve allora il sistema?

“Non voglio arrivare al punto di dire che non sono sorpreso, perché spero sempre nel meglio delle persone – ha proseguito il danese – Era anche un grande compagno, perché eravamo nella stessa categoria di peso e lui era semplicemente fortissimo. Ma cavolo, a volte quando qualcosa puzza di merda, purtroppo è proprio merda. Andava forte nelle classiche, ma al Delfinato la cosa puzzava probabilmente un po’ troppo“, ha sottolineato il 28enne riferendosi al nono posto finale ottenuto dallo spagnolo nell’edizione 2024 della corsa francese, quando Lakzano, corridore abbastanza pesante, riuscì anche a mettersi alle spalle diversi forti scalatori.

“L’ho visto ad Andorra quest’estate e nessuno lo aveva più visto dalla Roubaix – ha poi raccontato Norsgaard – Ha detto che andava tutto bene e poi è venuta fuori questa storia. All’inizio pensavo che fosse solo il gruppo a sparare cazzate, perché durante una stagione del genere se ne sentono tante, ma purtroppo era tutto vero“.

Il corridore scandinavo ha infine riferito di alcune stranezze del suo ex compagno di squadra: “Era un tipo incredibilmente misterioso. Abbastanza intelligente, interessato alla politica e sempre aggiornato su varie cose. Ma era anche un tipo stravagante, che rimaneva seduto in cucina con il cuoco a bere vino rosso per ore dopo che avevamo finito di mangiare. Era speciale, ma non lo definirei assolutamente un mio amico“.