di Danilo Nardoni
Quando il carisma di San Francesco incontra il genio di Giotto viene data vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Un momento epocale però non solo a livello artistico. Due giganti, artista e santo, che dialogano per mostrare ancora una volta come questo binomio sia inscindibile. «Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento» è il titolo della mostra che vuole fare il punto su un rapporto unico.
La grande mostra a Perugia L’Umbria celebra così l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia. Ma non solo. Sarà altresì un’occasione unica per valorizzare la grande tradizione artistica della regione, estendendo lo sguardo su un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale.
Un progetto a respiro regionale «Per questa operazione ho chiesto di illuminare tutta l’Umbria, che è terra francescana nella sua totalità, e così l’iniziativa espositiva avrà respiro regionale» ha affermato lunedì durante la presentazione Stefania Proietti, presidente della Regione, manifestando gratitudine a tutti gli altri soggetti che hanno reso possibile questa mostra «a partire dal direttore Costantino D’Orazio, dal governo e Ministero, dalle famiglie francescane fino ai partner privati». «Così nel 2026 l’Umbria, con capolavori che hanno passato ogni tempo e che vedono Giotto rispecchiarsi su Francesco e viceversa, celebrerà pure in questa maniera suggestiva l’ottavo centenario della morte del santo di Assisi» ha aggiunto Proietti.
La rete istituzionale e il Giubileo francescano A sottolineare la sinergia creata tra numerosi soggetti per la realizzazione dell’evento è stato Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia: «In occasione del Giubileo francescano, che si presenta ogni 100 anni, abbiamo costruito una rete solida non facendoci sfuggire questa opportunità e creando un progetto culturale e spirituale di livello internazionale».
Storia, leggenda e linguaggio contemporaneo Al centro della mostra, secondo Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, «c’è la testimonianza di Francesco con l’unione di storia e leggenda che appartengono a tutti». Di «coppia straordinaria» che per la prima volta nella storia «ha usato un linguaggio contemporaneo» ha parlato infine l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Marco Pierini.
Dal linguaggio bizantino alla svolta giottesca La mostra, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, si sofferma su quel momento, nell’ultima parte del Duecento, in cui si assiste al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina della cosiddetta «maniera greca», alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite.
La nascita di un nuovo codice Questo trapasso si consumò nel cantiere della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi a partire dal 1288; ed è proprio nella cittadina umbra che il giovane Giotto aprì la strada a un codice nuovo, destinato a modificare nel profondo l’arte italiana del Trecento, presto recepito dai maestri attivi in Umbria come i senesi Simone Martini e Pietro Lorenzetti, o il Maestro di Figline.
Oltre sessanta opere La mostra documenterà questa straordinaria stagione attraverso oltre 60 opere, alcune in arrivo da musei stranieri, realizzate dai suoi protagonisti più rappresentativi, quali Giotto, Martini e Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana. Darà inoltre conto della viva suggestione esercitata sugli artisti locali, cresciuti all’ombra del cantiere francescano e nei maggiori centri culturali della regione, da Perugia a Gubbio, da Assisi a Montefalco, da Foligno a Spoleto, fino a Orvieto.
Un palinsesto diffuso L’iniziativa perugina sarà anche l’occasione per valorizzare il patrimonio dell’intera Umbria grazie a un palinsesto dal titolo «Il Cantico e il creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità», che proporrà, tra ottobre e giugno, una serie di itinerari guidati, conferenze ed eventi in vari luoghi del Ternano, toccati dal passaggio di Francesco.
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