Nell’appartamento all’ottavo piano di una casa popolare in via Fiordalisi giocava con un battipanni fingendo fosse una chitarra, fingeva di suonare “Smoke on the water”. Lo racconta attraverso le parole e le immagini Biagio Antonacci, che ha diffuso nelle scorse ore un video sui social in cui racconta della sua Rozzano, immortalata dall’alto della torre Telecom del Comune nel Milanese che ha sfornato non pochi talenti. 

Antonacci racconta la sua infanzia nella sua città. Quando da bambino immaginava che il muro che aveva davanti sparisse e al suo posto ci fosse uno stadio, un palasport. Guardava sempre un punto fisso “perché in quel punto c’è lei. E lei chi è? Lei è la conquista, è la donna che poi sarebbero diventate tante altre donne”. Poi sono arrivati i 20 anni, quel sogno ancora nel cassetto, ma la realtà di un lavoro in cantiere. “Facevo il geometra, sognavo, dicevo io non voglio fare questo lavoro, io voglio cantare”. E allora faceva il piano bar. 

In quel cantiere, dice, c’era la sua rivoluzione: Sanremo ’88. Si presentò tra le nuove proposte, ma niente. “Torno in cantiere, torno da geometra che aveva provato il cantautore, ma che aveva fallito”, racconta. Eppure “si vince quando tutti gli altri pensano di aver vinto, ma vinci tu. È una sorta di rush finale se così si può definire. Oggi mi guardo da questa torre e vedo Biagio che sta cantando e provando con il suo battipanni. Da questa finestra io vedo ancora la gente che sta lottando e sta sognando”.