“Mi sono svegliata nel cuore della notte con gli agenti che perquisivano la casa”. È la testimonianza della madre del 35enne triestino arrestato nella notte tra il 15 e il 16 dicembre con l’accusa di aver appiccato diversi incendi in città. La donna era presente oggi in Tribunale, dove oggi il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Marco Zaccaria, ex guardiafuochi all’ospedale di Cattinara.
La denuncia per stalking
La donna, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affrontato alcuni aspetti della vita del figlio, tra cui il rapporto tra lui e una giovane donna che in passato lo aveva denunciato. “Marco – spiega la donna – aveva intrecciato una relazione con una ragazza, che a quel tempo lavorava a Cattinara” e che “veniva sempre a casa nostra”.
Una nota della polizia locale parla invece di una denuncia presentata al Nucleo contrasto violenza da parte di una ragazza triestina oggetto da tempo di “particolari attenzioni non desiderate” da parte dell’arrestato. Successivamente, spiega ancora la locale, il Ncv ha ricevuto altre denunce per incendi su autovetture di conoscenti, e non, del presunto piromane.
“Dicono che lui si era invaghito di lei – continua la madre – ma quando sono venuti fuori i problemi lui, per non vederla più, si è fatto trasferire al Maggiore. Lei invece lo ha denunciato per stalking e per aver danneggiato la sua auto”. A quel punto, sempre stando alla testimonianza della signora, “Marco ha accumulato tanta rabbia e ha cercato di fare controquerela a questa denuncia”. Controquerela che, stando a quanto si apprende, sarebbe stata in preparazione quando è subentrato l’arresto.
Atti vandalici
Stando alla nota della polizia locale, il 35enne triestino è anche sospettato di atti vandalici alle auto di alcuni dipendenti Asugi. Gli episodi si erano verificati per tre anni di seguito, sempre nella stessa data (il 21 ottobre) a partire dal 2022 a danno delle auto parcheggiate a Cattinara. La signora non ritiene il figlio responsabile di questi episodi perché, sostiene, “sono iniziati prima che lui conoscesse questa ragazza”, e ritiene che le accuse mosse a carico del giovane, anche “da parte dei colleghi”, siano in qualche modo collegate alla sua militanza sindacale nella Confsal, perché “voleva migliorare le condizioni di lavoro” dei dipendenti, mentre altri “non volevano smuovere le acque”. La donna dichiara infine di non aver mai ricevuto da suo figlio confessioni in merito agli incendi.
Tra gli altri particolari emersi, nel passato di Zaccaria ci sarebbero dei tentativi di entrare in polizia ma, dichiara la madre “è stato escluso più volte”, e nel 2011 avrebbe ricevuto un encomio per aver fermato uno scippatore. Il 35enne ha anche organizzato una mostra, nel 2019, dal titolo ‘Trieste, gli anni delle sovrastampe’, dedicata agli anni del dopoguerra nel Territorio Libero di Trieste. L’uomo si trova ora ai domiciliari in attesa dell’arrivo del braccialetto elettronico, misura disposta dal giudice.