Felice Romano, lo storico segretario del sindacato di polizia Siulp, sarebbe stato in diverse occasioni il perno per ottenere le raccomandazioni giuste per superare i concorsi della polizia di Stato. Un vero e proprio sistema, secondo l’accusa, che scuote la sigla con il maggior numero di iscritti, il sindacato “maggioritario del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico”.
Le indagini partite da Napoli e arrivate fino a Roma hanno scoperchiato quello che, secondo gli inquirenti, è un vasto sistema di corruzione e falsificazione all’interno dei concorsi per l’assunzione nella polizia di Stato. Un meccanismo che, stando alle ricostruzioni del nucleo di polizia economica-finanziaria di Napoli delle Fiamme Gialle e della Procura di Roma, avrebbe visto figure di spicco legate agli ambienti sindacali e alla sanità interna del dipartimento con lo scopo di manipolare i risultati delle prove fisiche in cambio di favori e regali.
Chi sono i coinvolti
L’indagine, anticipata da ‘Il Fatto Quotidiano’ con un articolo a firma di Vincenzo Bisbiglia e Vincenzo Iurillo, trae origine da una comunicazione della Guardia di Finanza che, tramite attività di intercettazione in un altro procedimento, è venuta a conoscenza di come alcuni concorsi fossero “manipolati” per garantire la vittoria di determinati candidati. RomaToday, letta l’ordinanza, ha ricostruito il caso che muove accuse di “falsità ideologica e materiale aggravata dal fatto che a commetterla sono stati pubblici ufficiali” e, in due casi, anche di “corruzione”.
La procura aveva chiesto i domiciliari per una decina di indagati, quasi tutti poliziotti, ma il gip Tamara De Amicis ha disposto solamente per Annalisa Cimino (sostituto commissario e segretario del sindacato), Maria Elisabetta Falvo (primo dirigente medico) e Annamaria Vullo (medico) la misura cautelare della sospensione dal pubblico ufficio esercitato nella polizia di Stato, mentre nei confronti del segretario nazionale Felice Romano è stato disposto il divieto di dimora nel territorio del I municipio di Roma, in quanto la sede del Siulp si trova in via Vicenza. Sequestrati anche rapporti finanziari per 4.000 euro.
La Questura di Roma è abusivaLa logica del favore sindacale
Al centro di questa rete di favoritismi si collocherebbe dunque Felice Romano, sostituto commissario coordinatore della polizia di Stato e segretario generale nazionale del Siulp. Le indagini hanno rivelato che Romano avrebbe raccolto le “raccomandazioni”, definite come “aiuti” da parte di colleghi, spesso membri del sindacato, a favore di loro amici o parenti. Il sindacato veniva descritto come una “grande famiglia nella quale ci si aiuta al momento del bisogno”, si legge nell’ordinanza. Il suo ruolo, secondo le ricostruzioni, sarebbe andato oltre la semplice richiesta di informazioni, trasformandosi in una vera e propria attività di pressione per manipolare i risultati.
Il sistema si sarebbe basato su una logica di intercessione ben oliata. La prassi prevedeva persino l’annotazione, da parte dei membri delle commissioni, del nome del “segnalante” accanto a quello del candidato negli elenchi a loro disposizione. In alcuni casi, secondo chi ha indagato, l’aiuto si sarebbe concretizzato in veri e propri reati di falso con ricompense di notevole valore.
Chi sono e come agivano i poliziotti rapinatori ripresi dalle telecamere e riconosciuti dai colleghiI gioielli Bulgari
Il caso più eclatante di corruzione emerso dalle indagini riguarda un aspirante agente che partecipava alla selezione per allievo vice ispettore. L’uomo sarebbe stato ritenuto idoneo solo grazie all’intervento di Maria Elisabetta Falvo, primo dirigente medico della polizia di Stato, moglie del sindacalista Felice Romano e presidente supplente della commissione medica.
Nonostante Falvo si fosse lamentata con Romano perché la schiena del candidato “non si piegasse”, l’idoneità fu falsamente certificata attestando un “dorso curvo senza limitazione funzionale”. A fronte di questo “atto contrario ai doveri d’ufficio”, il padre del candidato, anche lui appartenente alla polizia di Stato, acquistò e consegnò due buoni acquisto Bulgari del valore di 2.000 euro ciascuno, intestati uno a Falvo e uno a Romano, poi spesi per acquistare un anello e un paio di orecchini nel negozio Bulgari di via Condotti. Il sindacalista ha raccontato agli inquirenti di aver restituito in seguito i soldi all’amico. Ma secondo il gip non sarebbe sufficiente ad attenuare la corruzione.
Chi sono i poliziotti coinvolti in un giro di spaccio a RomaIl concorso e le prove manipolate
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata in particolare sulla selezione concorsuale per 1.000 posti di allievo vice ispettore nella polizia di Stato del 3 dicembre 2020, svolta nel 2022. Sono due, secondo l’accusa, i casi di manipolazione delle prove fisiche.
Un candidato raccomandato si era recato a Roma per la selezione. Aveva però problemi con i valori dell’indice di massa grassa che per i candidati maschi doveva essere compreso tra il 7% e il 22%. Era “fuori di tanto, ma proprio di tanto” dai limiti. Per superare l’ostacolo, fu attuata una manipolazione mirata con la commissione che omise di attestare che il test bioimpedenziometrico (B.I.A.) era stato ripetuto più volte con risultati inizialmente superiori al limite. Successivamente fu falsamente attestata un’altezza del candidato diversa da quella reale, permettendo così al parametro in questione di scendere al valore limite del 22% e rendendolo idoneo.
Un altro candidato raccomandato, invece, non era riuscito a superare l’esame dinamometrico che si svolge durante una prova di forza. Il macchinario aveva dato un risultato inequivocabile: “rosso, perché non stringeva”. Per ovviare all’incapacità del candidato, secondo la ricostruzione dell’accusa, la prova fu ripetuta e fu eseguita materialmente da una terza persona affinché il macchinario registrasse il superamento. Il tutto con il certificato che attestava falsamente il superamento del test.
La difesa del sindacalista
Il sindacalista Felice Romano ha negato tutte le accuse, sottolineando di non aver commesso reati, mentre la moglie si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Secondo la procura, però, sarebbe stato lui il principale collettore e promotore delle presunte raccomandazioni. Sfruttando la sua posizione apicale nel sindacato, in sostanza, avrebbe utilizzato la propria influenza per sollecitare i dirigenti medici a manipolare i concorsi.
Con i soldi del Coni due saune per i funzionari di polizia, ma i fondi servono per promuovere lo sportIl viaggio in Spagna
Un quadro chiaro secondo gli inquirenti. Il segretario sindacale e la moglie, inoltre, sono anche accusati di aver ricevuto in omaggio due viaggi in Spagna in Costa Brava nell’estate 2022 e nel 2023 in cambio dell’acquisto di una camera iperbarica da 50mila euro per la sezione di fisiatria e riabilitazione della polizia. Un acquisto fatto presso la ditta di un altro amico di Romano. In questo caso il sindacalista si è difeso dicendo di aver pagato in Spagna cene nei ristoranti “per pareggiare il conto” all’amico che aveva sostenuto la prenotazione dell’albergo.