Bicchieri candele frutta oggetti vintage alzatine

La tavola delle feste di Aline Asmar d’Amman. Candelabri d’argento antichi adornati con candele viola scuro illuminano pezzi unici in vetro di Murano realizzati da Sam Baron e Massimo Lunardon, scoperti nel gioioso pop-up store “Attention, Fragile” di Sarah Andelman presso il salone Sotheby’s. Nei sottobicchieri d’argento, frutti esotici sono abbinati a palline di Natale in vetro dipinte a mano trovate da Bloom Paris. I vasi in ceramica e cristallo sono pezzi unici di Lukas Wegwerth della serie Cristallizzazione (Fumi Gallery). I fiori di Debeaulieu aggiungono un tocco di effervescente romanticismo.

Courtesy Aline Asmar d’AmmanIspirazioni artistiche

Prima di partire per le montagne svizzere dell’Engadina, dove ogni anno si riunisce con la famiglia, la designer attraversa Parigi in cerca di ispirazione. Musei, mostre, eventi, ma anche le strade della città illuminate dalle luci di Natale alimentano la sua creatività nelle settimane precedenti le feste. Il fermento dell’atelier e l’atmosfera parigina diventano scintille che le suggeriscono nuove combinazioni, nuovi giochi estetici, nuove fantasie. Quest’anno, tre muse ispiratrici si intrecciano nel suo universo creativo: la fotografia del 1948 di Cecil Beaton, che immortala gli abiti da ballo di Charles James, simbolo di eleganza e presenza fissa nei suoi moodboard; le conchiglie, piccole o monumentali, raccolte nel tempo come omaggio al Mediterraneo e alle passeggiate sul mare del Libano; e le nature morte dei secoli passati, in particolare quelle di Anne Vallayer-Coster, pittrice francese del XVIII secolo, virtuosa della rappresentazione degli oggetti. In questo caleidoscopio di riferimenti, nulla è fuori posto quando l’occhio vaga sulla tavola, illuminato da ricordi gioiosi e soprattutto tanta curiosità.

Fiori fiocco rosa alzatina in argento

Tessuti in taffetà di seta si mescolano con pezzi vintage in argento, conchiglie e fiori di Debeaulieu.

Courtesy Aline Asmar d’AmmanEstetica couture

La tavola di Aline è quindi una vera scenografia, un palcoscenico ricoperto da sete e taffetà che cadono come gli orli di abiti d’haute couture. I materiali prediletti nei suoi interni trovano qui nuova vita: drammatici, profondi, teatrali. Nastri di velluto adornano maestosi candelabri d’argento, mentre uno specchio accuratamente posizionato moltiplica le immagini, amplifica i riflessi e crea giochi infiniti di luce e movimento. Questo linguaggio opulento e libero, ovvero un caos magistralmente organizzato, definisce un’estetica che supera ogni tendenza, trasformando la tavola in un racconto visivo di grande impatto.