Magdeleine Vallieres ha vinto, abbastanza a sorpresa, il Mondiale in linea élite femminile di Kigali 2025. La canadese, di cui si conoscevano discrete doti da scalatrice, ha staccato tutte le rivali lungo il percorso, presentandosi al traguardo in perfetta solitudine e firmando quello che è, indubbiamente, il successo più importante, finora, della sua carriera. La storia di Vallieres, che oggi ha 24 anni e difende i colori della Ef Education-Oatly arriva però da molto lontano: dopo le prime esperienze in patria, infatti, la canadese si è spostata in Europa, entrando nell’organico del WCC Team, la squadra che l’Unione Ciclistica Internazionale utilizza per supportare atlete promettenti di paesi senza grande tradizione e, soprattutto, senza strutture professionali.

Per Vallieres, però, l’esperienza nel WCC è stata a dir poco traumatica. “All’epoca (era il 2020 quando arrivò – ndr) non conoscevo i principi base dell’essere atleta e non sapevo quanto fosse importante l’alimentazione quando ti alleni molto – le parole dell’iridata raccolte da L’Équipe – E così, non mangiavo abbastanza, anche a causa di un allenatore che avevamo in quel momento. Ci diceva che eravamo grasse e che saremmo andate più forte se fossimo state più magre”.

Vallieres ricorda i dettagli di quello che le accadeva in quel periodo: “Quell’allenatore usava il cibo come arma di ricatto, dicendoci che se avessimo mangiato alcuni alimenti ci avrebbe fatto fare allenameni più pesanti, come il dietro macchina – le parole dell’iridata di Kigali 2025 – Ogni mattina mi ‘pinzava’ nella zona della stomaco per farmi vedere quello che secondo lui era grasso; sono cose che ti segnano“.

La situazione ha portato Vallieres a diventare ossessionata dal cibo: “Mi privavo io stessa delle cose – racconta la canadese – L’allenatore diceva che non potevamo mangiare zuccheri, anche se ne avevamo bisogno. Mangiavo insalata, più di ogni altra cosa. E tutto questo mi faceva stare male. Ho perso forza, mi ammalavo spesso e ho smesso anche di avere il ciclo mestruale”.

La svolta, in positivo, si è avuta con il passaggio, nel 2022, all’allora Ef Education-Tibco-SVB: “Ma mi ci è voluto un anno prima di tornare ad avere un atteggiamento positivo nei confronti del cibo. La nutrizionista della squadra mi diceva che riprendere ad avere il ciclo era la priorità e quello era anche il mio desiderio, perché mi rendevo conto che la situazione non era normale. I veri miglioramenti ho iniziato a vederli nel 2024, tanto che ho festeggiato il ritorno al mio peso ideale poco prima del Tour de France di quell’anno. Ho celebrato il traguardo comprandomi una piccola torta“.

Da lì in poi, Vallieres ha iniziato ad aumentare, e di molto, il suo livello agonistico, tanto da arrivare al Mondiale, diventando così una voce autorevole nel dibattito sulla magrezza e sull’alimentazione nel ciclismo femminile: “Secondo me, dimagrire per vincere non è un buon esempio per le giovani – le parole della canadese – È sbagliato. La mia esperienza mi ha insegnato che essere in salute è il modo migliore per fare bene nel ciclismo“.