Aspetto di solito scarsamente conosciuto dai suoi abitanti, Alessandria per l’architettura è la Firenze del razionalismo, la corrente che si sviluppò in Italia a partire dagli Anni 20 del secolo scorso in collegamento con il Movimento Moderno internazionale, seguendo i principi del funzionalismo e proseguendo in vario modo fino agli Anni Settanta. Lo è per le opere dei Gardella, soprattutto di Ignazio a cui la città dedica un mostra, appunto «Ignazio Gardella. Progettare la città», che sarà seguita da una serie di appuntamenti: si inaugura oggi, 18 dicembre, alle 17,30 nelle sale d’arte del Comune, in via Machiavelli, e proseguirà fino al 15 marzo 2026. Curata da Emanuele Piccardo, critico, storico dell’architettura e fotografo, nasce da una sinergia tra il Comune, l’azienda servizi municipali Costruire Insieme, l’Archivio Storico Gardella e l’associazione culturale «plug_in», in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, l’Ance e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria.
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12 Dicembre 2025
Dinastia di architetti genovesi
Famiglia genovese di architetti, i Gardella compaiono in provincia nei primi anni dell’800: Ignazio Senior diventa sindaco di Arquata; il figlio Jacopo, senior anche lui, progetta il primo ponte per la frazione Varinella e sarà suo figlio Arnaldo a ricostruirlo in mattoni, com’è oggi, alla vigilia della Prima Guerra. Arnaldo si trasferirà ad Alessandria realizzando il progetto della nuova fabbrica Borsalino e iniziando la costruzione del Dispensario antitubercolare. Il figlio Ignazio junior proseguirà l’attività paterna stringendo legami sempre più forti con la famiglia Borsalino, fino a diventare cognato di Teresio Usuelli, che guidò il cappellificio dal 1939, cioè alla morte di Teresio Borsalino.
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Una mostra in tre sezioni
L’esposizione si divide in tre parti: la prima sezione è dedicata ai progetti realizzati in città, dal Dispensario, appunto, alla Casa per impiegati della Borsalino (all’incrocio tra via XX Settembre e corso Borsalino), dal Sanatorio Vittorio Emanuele III (oggi Ospedale Borsalino, al rione Orti) al Laboratorio d’igiene e profilassi, dal Padiglione pediatrico dell’Arrigo alla Taglieria del pelo. La seconda sezione esplora i progetti in cui Gardella sviluppa e rielabora la «lezione di Alessandria», nel Milanese, ma anche a Venezia e Genova. La terza parte presenta l’esito del progetto «Un giardino per Ignazio Gardella», svolto da studentesse e studenti del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova e dedicato a un’area prospiciente la stessa Facoltà di Architettura, anch’essa «gardelliana».
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12 Dicembre 2025
Questa mostra fa seguito a quella allestita in città nel 2008 e poi spostata l’anno successivo al Politecnico di Milano. Questa volta il collegamento è con Genova, dove si terrà un convegno, mentre un altro sarà organizzato nelle prossime settimane ad Alessandria, con un reading dedicato a Mario Mantelli, che valorizzò l’opera di Gardella con scritti, pubblicazioni e conferenze.
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