Javier Guillen è stato indubbiamente la persona più richiesta e cercata dai media in occasione della presentazione della Vuelta Espana 2026. Reduce da quella che lui stessa ha definito l’edizione “più difficile di sempre per lui”, il direttore della corsa a tappe iberica ha accolto tutti con grande sorriso e calore, comportandosi da perfetto padrone di casa e aiutando tutti, attraverso le sue parole, a entrare maggiormente nelle pieghe del tracciato del prossimo anno
“Sono molto soddisfatto del percorso che abbiamo disegnato. Abbiamo parlato e discusso a lungo con le persone che hanno mostrato interesse per questa Vuelta 2026 e alla fine penso sia venuto fuori un percorso molto completo” ha dichiarato ai nostri microfoni il patron della Vuelta, particolarmente contento di esser finalmente riuscito a inserire nella sua corsa un elemento di novità in grado di regalare spettacolo e sorprese come lo sterrato.
“Era qualcosa che gli appassionati ci chiedevano con insistenza. Finora, in passato, non ci eravamo mai giocati questa carta, mentre credo che quest’anno fosse il momento giusto per farlo” ha spiegato Guillen facendo riferimento ai 3500 metri non asfaltati nella parte conclusiva dell’ultima asperità di giornata della sesta tappa, il prima categoria del Puerto El Bartolo.
“Siamo andati dalle autorità, che ci hanno dato l’ok e detto di procedere senza problemi. Mi auguro che le aspettative per questa tappa possano essere ripagate da grandi gesta da parte dei corridori. La parte che abbiamo selezionato è molto bella e suggestiva, lungo una salita che si affronterà nella prima settimana di corsa quindi penso sarà interessante” ha proseguito il dirigente madrileno prima di dirci la sua opinione in merito a un tema ampiamente dibattuto e discusso nelle ultime settimane, ovvero l’inversione in calendario di Giro e Vuelta.
Lanciata nientemeno che da Tadej Pogacar e sostenuta in seconda battuta da altre personalità del settore (fra cui il Presidente del CPA Adam Hansen), la proposta è finita inevitabilmente anche al vaglio di Paolo Bellino che, recentemente, l’ha bocciata in maniera convinta ribadendo come la collocazione del Giro sia e debba rimanere quella attuale.
Curiosi di capire se anche Guillen fosse del medesimo avviso e dunque se anche il neopresidente dell’AIOCC fosse contrario a qualsivoglia avvicendamento con la Corsa Rosa, abbiamo sottoposto la questione al diretto interessato scoprendolo allineato in tutto e per tutto con il collega di RCS Sport e Events.
“La mia opinione a riguardo è la stessa di Paolo Bellino ovvero che non è un’idea che prendiamo in considerazione. Penso che il Giro debba mantenere le sue date storiche. Poi, ovviamente, rispetto molto il fatto che un corridore come Pogacar abbia proposto qualcosa di diverso e tutto il dibattito che si è creato attorno ma devo dire che, sia dal punto di vista del Giro che da quello della Vuelta, siamo soddisfatti di come stanno le cose ora”.
Il Giro però a maggio deve sempre più spesso confrontarsi con condizioni meteorologiche piuttosto sfavorevoli…
“Anche in Spagna a maggio il tempo può essere brutto, così come può capitare che lo sia ad agosto e settembre, per cui questo è un problema per tutti”.
E l’idea di Vincenzo Nibali di ruotare tutti e tre i Grandi Giri?
“È un’altra proposta che rispetto molto, legittima come tutte le altre che sono state fatte ma, onestamente, non credo sia una buona idea. I tifosi hanno bisogno di sapere quando hanno luogo i Grandi Giri e cambiare ogni anno per noi non penso possa essere una cosa positiva: per me dobbiamo rimanere come siamo ora con Giro, Tour e Vuelta”.
Con entrambe le società organizzatrici schierate sullo stesso fronte, è dunque irrealistico pensare che, in questo momento storico, le due corse possano essere toccate e posizionate diversamente in calendario: con buona pace quindi di chi vedrebbe di buon occhio uno spostamento, nell’immediato futuro possiamo attenderci che Giro e Vuelta rimarranno dove sono fronteggiando ciascuna, con le contromisure del caso, i problemi (impossibili da ignorare) sorti negli ultimi tempi.