La mostra
Inaugura domani alle 18 negli spazi del Gare 82 di via Villa Glori, allestita fino al 31 gennaio
Dodici opere inedite che si inseriscono in uno spazio temporale instabile, dove il prima e il dopo perdono i loro confini e lasciano emergere una dimensione fatta di attesa, tensione, possibilità non ancora risolte. Un titolo – «Non adesso» – che suggerisce uno slittamento rispetto alla linearità del tempo, indicando un punto di arresto che non coincide con una fine, ma con un differimento. L’arte di Stefano Bombardieri irrompe sabato 20 dicembre negli spazi del Gare 82 di via Villa Glori, in città, dove l’artista bresciano inaugura la sua sesta mostra personale nella galleria di Ettore Marchina, concepita «come possibilità di deviazione: un’occasione per sostare, restare, per lasciarsi attraversare da ciò che passa inosservato».
La curatrice Federica Picco approfondisce il concept all’origine del progetto: «L’arte contemporanea apre talvolta uno spazio di rallentamento, in cui lo sguardo è costretto a modificare il proprio passo. In questo intervallo – osserva -, ciò che di solito passa inosservato si fa più vicino, più denso, come se il tempo smettesse di scorrere sullo sfondo per farsi percepibile. Ne nasce una sospensione che non sollecita una risposta immediata né un’interpretazione forzata, ma propone una permanenza: un tempo da attraversare senza urgenza, in cui l’opera si offre come esperienza prima che come discorso».
Il concept
Il lavoro di Bombardieri (1968) interroga il tempo non come semplice successione ma come campo stratificato; le sue opere mettono in tensione diversi piani temporali: ciò che è stato, ciò che potrebbe accadere, ciò che resta in sospeso. Il tempo diventa così materia viva, soggetta a compressioni e dilatazioni, capace di generare attrito e di sottrarsi a una lettura univoca. «In un contesto dominato dall’accelerazione e dalla sovrapproduzione di stimoli – continua Picco – la sospensione temporale assume dunque un valore che è insieme poetico e critico».
Lo stesso Bombardieri entra nel dettaglio: «“Non adesso” è una soglia, un’interruzione, un invito a entrare in quel luogo sospeso in cui il tempo diventa esperienza, frizione, attesa. Non si racconta semplicemente un “quando”, ma un come si abita il passare. Memoria, previsione, istanti che deviano o ritornano convivono come curve, accumuli, pause e accelerazioni. “Non adesso” è il respiro trattenuto, l’urgenza che non trova sfogo, l’esitazione che svela quanto ignoriamo: la nostra percezione del tempo è emotiva, contraddittoria, profondamente umana. Qui il tempo non è più un nemico o un bene da consumare, ma soglia aperta, inquieta e fertile. Un invito a sostare, a differire, a riconoscere che, a volte, la verità di un istante si trova proprio in ciò che rimandiamo. Perché “non adesso” non significa “mai”: significa solo che, per capire davvero, occorre fermarsi. E ascoltare».
Vernissage alle 18; la mostra resterà allestita fino al 31 gennaio, dal lunedì al venerdì (dalle 15 alle 19).