A voi la parola. Da oggi, si vota: tutti i lettori di Artuu avranno la possibilità di scegliere, da oggi fino alla mezzanotte del 10 gennaio 2025, il vincitore della terza edizione di Artist of the Year, il format ideato dal nostro magazine per individuare l’artista italiano dell’anno.
La formula è semplice e trasparente. Dopo una prima fase di selezione, affidata a una giuria d’eccezione composta da critici, curatori, direttori di museo, collezionisti e operatori del sistema dell’arte (in questo articolo la lista completa), la parola passa ora al pubblico. Sono stati infatti loro, i membri della giuria, a individuare una rosa di 20 finalisti che rappresenta, senza scorciatoie, alcune delle ricerche più solide, riconoscibili e incisive dell’arte contemporanea italiana di oggi: artisti con percorsi già quasi sempre fortemente strutturati, mostre istituzionali alle spalle, presenze internazionali e un lavoro capace di reggere il confronto sul lungo periodo. Nei giorni scorsi abbiamo dedicato un articolo di approfondimento a tutti i 20 finalisti, ripercorrendone il percorso, le linee di ricerca, le tappe principali e le ragioni della selezione (Artist of the Year 2025, si entra nel vivo. Ecco i 20 artisti finalisti. E che vinca il migliore). Ora quella mappa è completa. E diventa uno strumento di scelta.
Il meccanismo di voto è semplice e diretto: basta selezionare il nome dell’artista che ritenete più rappresentativo di quest’anno e inviare la vostra preferenza attraverso il sondaggio qui sotto. Non si vota una singola opera o una mostra specifica, né un’intera carriera: ciò che conta è l’impatto che ciascun artista ha avuto nel corso del 2025, la capacità del suo lavoro di incidere sul presente, di orientare il dibattito, di lasciare un segno riconoscibile nella scena dell’arte italiana contemporanea.
Chi vincerà Artist of the Year 2025 non sarà dunque il risultato di una classifica astratta, ma l’esito di un confronto reale tra pratiche artistiche forti, diverse, spesso anche opposte, lontane e a volte persino conflittuali tra loro. È esattamente questo il senso del premio: non indicare una tendenza dominante né proclamare un linguaggio vincente, ma restituire la complessità di una scena artistica attraversata da traiettorie molteplici, fluide, non riconducibili a un unico paradigma, in un momento globale di grande cambiamento, a causa dell’incalzare delle nuove sfide tecnologiche in atto, ma anche di ridefinzione dei ruoli all’interno del sistema e dello stesso statuto dell’opera d’arte.
Le scelte operate dai giurati – volutamente differenti per formazione, sensibilità e sguardo critico – testimoniano una situazione frammentata ma estremamente vitale, in cui convivono ritorni significativi alla pittura e pratiche che ne mettono in discussione i confini, accanto a linguaggi più aperti, ibridi, relazionali e processuali. Un panorama in cui la tecnologia non è più semplice strumento, ma spesso diventa parte strutturale della ricerca, e in cui anche l’Intelligenza Artificiale viene utilizzata in modo consapevole e sofisticato, non come scorciatoia, ma come terreno di interrogazione critica. Artist of the Year nasce proprio per dare conto di questa molteplicità, senza semplificarla: per riconoscere il valore di percorsi diversi, di visioni che non cercano consenso ma incidono sul presente, mettendo in tensione linguaggi, forme e immaginari dell’arte italiana di oggi.
Ora tocca a voi. Da questo momento, tutti i lettori di Artuu avranno la possibilità di scegliere, fino alla mezzanotte del 8 gennaio 2025, il vincitore della terza edizione di Artist of the Year, il format ideato dal nostro magazine per individuare l’artista dell’anno. Attraverso il sondaggio che trovate qui sotto, potete votare quello che ritenete, a vostro insindacabile giudizio, l’”Artista dell’anno” per il 2025. Ma attenzione: avete a disposizione un solo voto. Una scelta netta, senza possibilità di ripensamenti. Non sprecatelo. La votazione, però, non determinerà solo il nome del vincitore: al termine dello spoglio verranno infatti individuati anche il secondo e il terzo classificato, componendo così il podio finale di Artist of the Year 2025. I risultati ufficiali saranno resi noti nelle settimane successive alla chiusura del voto e proclamati durante una cerimonia pubblica a Milano, la cui data verrà comunicata nelle prime settimane del 2026.
La parola passa a voi. Votate, condividete e fate votare. Da adesso, ognuno di voi può incidere direttamente sull’esito di questa edizione.
Aron Demetz è uno degli scultori italiani che hanno ridefinito, negli ultimi vent’anni, il rapporto tra figura umana e materia. Lavorando soprattutto sul legno – spesso bruciato, inciso, corroso – Demetz costruisce corpi attraversati da tensioni fisiche e simboliche, in cui la tradizione della scultura gardenese viene spinta oltre ogni dimensione decorativa. Le sue figure appaiono come presenze fragili e instabili, in bilico tra forma e disgregazione, tra identità e metamorfosi, dove la materia non è mai neutra ma parte attiva del processo espressivo. Nel 2025 questo percorso ha trovato nuove occasioni di confronto pubblico, tra cui la partecipazione alla mostra Damnatio figurae alla Fondazione Alberto Peruzzo di Padova, contesto che ha ribadito la centralità del suo lavoro nel dibattito contemporaneo sulla figura e sulla sua crisi.
Chiara Lecca sviluppa una ricerca centrata sul rapporto tra uomo e natura, indagato come spazio di frattura, trasformazione e ambiguità. Attraverso l’uso di materiali organici e inorganici – elementi animali, vegetali, resine, vetro – costruisce sculture e installazioni dall’identità ibrida, sospese tra attrazione e inquietudine. Il suo lavoro opera una continua alterazione semantica degli oggetti, mettendo in crisi categorie come naturale e artificiale, vita e fossilizzazione, sacro e profano. L’ironia, mai decorativa, diventa per Lecca una strategia di sopravvivenza e di scarto critico. Nel 2025 questa ricerca ha trovato una nuova e significativa declinazione nella mostra Dall’uovo alla dea negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj, dove le sue opere hanno dialogato con storia, mito e alchimia
Claudia Losi porta avanti da oltre vent’anni una ricerca che intreccia arte, ambiente e dimensione collettiva, muovendosi tra pratiche visive, cammino, scrittura e collaborazione. Il suo lavoro nasce da un’attenzione costante alle relazioni: tra l’essere umano e il paesaggio, tra individuo e comunità, tra esperienza personale e memoria condivisa. Camminare è per Losi un atto conoscitivo, un modo di pensare attraverso il corpo e di costruire immagini e narrazioni che si sedimentano nel tempo. Allo stesso modo, il ricamo e il lavoro manuale assumono un valore centrale, fondato sulla lentezza, sulla ripetizione e sulla cura, in contrasto con la frenesia produttiva del presente. La sua pratica si sviluppa spesso in forma processuale e pluridisciplinare, come nel lungo Balena Project, un dispositivo simbolico che ha attraversato luoghi e contesti diversi, generando racconti, rituali e comunità temporanee. L’animale, nella sua opera, diventa strumento di riconoscimento e appartenenza a una complessità condivisa. Nel 2025 questa ricerca ha trovato nuove declinazioni nel progetto Tutti i punti che siamo, realizzato in dialogo con la tradizione artigianale salentina, confermando la centralità del lavoro di Losi nel riflettere sul rapporto tra arte, territorio e collettività.
Ugo Rondinone è un artista svizzero di origini italiane, residente a New York dalla fine degli anni Novanta. Attraverso scultura, installazione, video e pittura costruisce un linguaggio essenziale fondato su immagini archetipiche – il corpo, la pietra, il paesaggio, il colore, il tempo – capaci di parlare a tutti senza perdere profondità. La sua ricerca oscilla tra spiritualità e materia, monumentalità e fragilità, sospendendo la narrazione a favore di un’esperienza contemplativa. Nel 2025 due progetti espositivi, a Milano e a Londra, hanno riaffermato questi nodi centrali del suo lavoro, tra identità, terra e trascendenza.
Pietro Ruffo lavora da anni su una pratica che unisce disegno, intaglio e stratificazione come strumenti di lettura del mondo. Formatosi come architetto, ha trovato nella carta il luogo ideale per costruire mappe emotive e cognitive in cui si intrecciano geografia, storia, scienza e immaginazione. Le sue opere, ottenute per sovrapposizione e sottrazione, restituiscono una visione complessa del tempo e della presenza umana sulla Terra, tra paesaggi naturali, costellazioni, tracce archeologiche e segni del contemporaneo. Nel 2025 questa ricerca si è confrontata con nuovi contesti pubblici e ambientali, attraverso installazioni che hanno messo in relazione arte, tempo profondo e responsabilità collettiva, confermando il ruolo del disegno come strumento critico e poetico capace di attraversare epoche e territori.