L’UCI sta valutando la possibilità di anticipare la data di inizio dei contratti dei ciclisti. Una decisione di cui si parla da tempo che permetterebbe così ai corridori di indossare da subito, o quasi, la maglia della nuova squadra, già nei primi ritiri invernali, senza dover necessariamente attendere la fine dell’anno solare, come accade invece attualmente. Un cambiamento richiesto da più parti nell’ambiente, per questioni pratiche, ma anche commerciali visto che attualmente una squadra non può utilizzare per le proprie campagne pubblicitarie l’immagine di un nuovo innesto fino all’anno successivo.

Questo succede attualmente perché i contratti dei corridori entrano in vigore a partire dal primo gennaio, pertanto, malgrado i corridori inizino concretamente a dipendere dalla nuova dirigenza, che si occupa ad esempio del loro allenamento, nutrizione e altre necessità, sono comunque ancora formalmente dipendenti della società precedente. Una anomalia peraltro che riguarda anche questioni assicurative, oltre che coinvolgere anche tutti gli sponsor tecnici dei team (oltre la maglia, il corridore deve infatti necessariamente utilizzare ancora bici, caschi e tutto il resto dei componenti della squadra precedente).

Su richiesta delle squadre, che sono la parte in causa che maggiormente vive questo problema, la possibilità che questa situazione cambi è finalmente arrivata sul tavolo dell’UCI, che starebbe vagliando la possibilità di modificare la finestra dei contratti, con validità sempre dodici mesi, ma con decorrenza a partire da novembre.

“Ci stiamo lavorando con l’AIGCP (sindacato delle squadre) e il CPA, il sindacato dei corridori”, spiega dunque il dirigente UCI Peter Van den Abeele a Knack, rivelando che la questione è stata già “brevemente discussa” durante l’ultima riunione del consiglio del ciclismo professionistico dell’UCI. Si tratta comunque di una decisione che necessità di tempo, ma che sembra ormai inevitabile: “La modifica del regolamento sarà sicuramente implementata, con contratti che inizieranno il 1° novembre invece che il 1° gennaio. L’anno di inizio è ancora da determinare in consultazione con tutte le parti interessate”.