Il presidente russo Vladimir Putin ha definito una «rapina» l’ipotesi avanzata dall’Unione europea di utilizzare i beni russi congelati per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina, avvertendo che una simile decisione avrebbe conseguenze «gravi» per i Paesi coinvolti. Rispondendo a una domanda sulla questione durante la sua conferenza di fine anno, Putin ha affermato che i leader europei non hanno ancora raggiunto un accordo proprio per il timore che «le conseguenze possano essere davvero gravi per i rapinatori». Secondo il capo del Cremlino, l’eventuale utilizzo degli asset minerebbe la fiducia nell’eurozona e creerebbe un precedente pericoloso, suscettibile di essere applicato in futuro contro altri Stati o gruppi. «Qualunque cosa rubino, prima o poi dovranno restituirla – ha dichiarato Putin, assicurando che la Russia ricorrerà alle vie legali per difendere i propri interessi – Faremo tutto il possibile per individuare una giurisdizione indipendente dal contesto politico».