Quell’abbraccio, spiega, era solo un modo per manifestare un sentimento che stava nascendo: sia lei sia Byron erano separati consensualmente dai rispettivi coniugi.

Cabot era entrata in Astronomer pochi mesi prima come responsabile delle risorse umane, dopo una lunga carriera in grandi agenzie pubblicitarie: i colleghi la consideravano una figura di riferimento. Di Byron aveva sentito parlare come di un capo attento, capace di valorizzare le donne in un settore dominato dagli uomini. Lavoravano a stretto contatto, condividevano visione e obiettivi. Poi, entrambi avevano vissuto la fine dei rispettivi matrimoni. «Avere qualcuno che stava passando esattamente la stessa cosa è stato un sostegno enorme», racconta. Quella che lei definisce «una grande cotta felice» era appena agli inizi, il giorno del concerto dei Coldplay. I biglietti erano un regalo di amici.

Quella sera, sono lontani dal palco, immersi nella folla. «Ci sentivamo anonimi», racconta. Ballano, ridono, bevono qualche drink. Poi, all’improvviso, lei si vede sul maxischermo. La sua prima reazione è stata la paura di ferire il marito da cui si stava separando, anche lui allo stadio, con un’altra donna. Subito dopo pensa al fatto che Andy è il suo capo: Boston è una città piccola, e quell’immagine poteva avere conseguenze.

Cabot e Byron lasciano lo stadio in fretta. Capiscono che la situazione potrebbe esplodere e decidono di scrivere subito una mail al consiglio di amministrazione di Astronomer. La notte passa tra telefonate e bozze di messaggi. Alle quattro del mattino arriva la conferma del fatto che il video è online: lo segnala il marito a Kristin, inviandole uno screenshot.

Nel giro di poche ore, il caso viene ribattezzato «Coldplaygate». Se ne parla persino durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. I profili LinkedIn di Cabot e Byron vengono presi d’assalto da commenti ironici costruiti sui testi delle canzoni dei Coldplay. Nascono falsi account social e ogni dettaglio della loro vita privata viene passato al setaccio. «Come spesso accade alle donne, ho ricevuto la parte peggiore degli attacchi», racconta Kristin. Viene descritta come un’arrampicatrice sociale, una donna arrivata al successo «nel modo sbagliato».

Astronomer avvia un’indagine interna e non emerge nessuna prova della relazione. Ma il board sottolinea che i vertici aziendali devono essere esempio di comportamento e responsabilità. Andy Byron si dimette. Poco dopo anche Cabot lascia l’azienda. «Mi avevano chiesto di restare», racconta. «Ma come potevo farlo, se il mio ruolo era proprio quello di indicare standard e valori?». In circostanze normali, dice, avrebbe potuto assumersi la responsabilità di una scelta sbagliata e andare avanti. Ma il clamore online aveva reso tutto impossibile.