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È stato depositato in commissione Bilancio del Senato il nuovo emendamento del Governo con aiuti alle imprese e Tfr. Tornano così le misure per le aziende che sarebbero dovute confluire in un decreto ad hoc. Sul piano pensionistico, viene prevista, a decorrere dal 1° luglio 2026 l’introduzione di un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, o “silenzio assenso”, con facoltà di rinuncia a tale adesione automatica entro sessanta giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. La disposizione prevede inoltre modifiche di carattere ordinamentale in materia di espressione delle volontà di adesione dei lavoratori in relazione alle forme di previdenza complementare. La soluzione determina effetti finanziari connessi al prevedibile aumento delle adesioni alla previdenza complementare che si manifesterà in maniera graduale e stratificata nel tempo riguardando i lavoratori di prima assunzione.
Dopo il deposito dell’ennesimo emendamento da parte dell’esecutivo, la Commissione ha ripreso i lavori. Presente anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha incontrato il presidente della Commissione Nicola Calandrini e il sottosegretario Federico Freni. I lavori sono stati poi sospesi fino alle 14. Si riprenderà con l’esame dell’emendamento del governo sul quale i gruppi hanno avuto tempo fino alle 12 per i subemendamenti.
Aumentano i tagli all’anticipo pensionistico per i precoci
Aumentano ulteriormente i tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. L’emendamento del governo alla manovra aumenta i tagli di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. La legge di bilancio, nel testo originario, già prevede una decurtazione, “a seguito dell’attività di monitoraggio”, di 20 milioni nel 2027, 60 milioni per il 2028 e 90 milioni dal 2029. La modifica del governo prevede che restino 90 milioni in meno fino al 2032; nel 2033 l’ammontare dei tagli salga a 140 milioni, mentre dal 2034 la decurtazione diventi di 190 milioni annui.
Salta anticipo pensione vecchiaia con fondi complementari
Tornando alle misure previste dall’emendamento dell’esecutivo, e in particolare all’ambito previdenziale, salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra che sopprime una norma introdotta dalla legge di bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni. L’emendamento cancella la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare ai soli fini del raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.
«Quella è una cosa introdotta l’anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno – ha spiegato Giorgetti -. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica». Il ministro ha poi replicato alla richiesta di dimissioni: «Conta il risultato finale, lavoriamo per il paese», ha affermato.
