È evidente che qualcosa è cambiato da quando Ballando con le Stelle è partito su Rai1 vent’anni fa: la sete di conflitto e lo scandalo a tutti i costi hanno lasciato il posto a un pubblico più desideroso di divertirsi di fronte a qualcosa di leggero – vedi Tu sì que vales – che a battagliare per qualcosa di arrugginito. La lezione più importante che Milly Carlucci e la sua squadra dovrebbero imparare per la prossima edizione è semplicissima: asciugare le chiacchiere e tornare al fulcro originale del programma, ovvero il ballo e la voglia di intrattenere. Fossimo in loro, elimineremmo le tante (troppe) voci fuori campo che allungano solo il brodo e non aggiungono nulla di nuovo e consiglieremmo alla giuria di lasciare gli eventuali regolamenti di conti fuori dalla porta e concentrarsi sul percorso dei concorrenti in pista e intorno la pista, magari rendendo il format vincente di Ballando Segreto più centrale e far partire tutto da lì, lasciando che il superfluo vada a farsi un giro.

Milly Carlucci.Mondadori Portfolio/Getty Images
Arrivato a questo punto della sua lunga storia Ballando con le Stelle ha bisogno di questo: ritrovare il suo spirito più fresco e genuino senza per forza scendere nella polemica a tutti i costi – avere un cast come quello di quest’anno e puntare quasi tutto sulle vecchie ruggini tra alcuni di loro e un membro in particolare della giuria ci è sembrato, infatti, un cortocircuito che sul lungo periodo non ha premiato. Ci sono talmente tanti conflitti nella vita di tutti i giorni e intorno a noi, sui social e i notiziari, da non avere bisogno di inquinare anche ciò che, a livello televisivo, dovrebbe essere ludico e offrire evasione. A dover essere ripensato è, infatti, il modo di raccontare le coppie, che deve tornare centrale come nelle primissime edizioni: sono loro, dopotutto, le vere protagoniste, ed è su di loro che deve essere riposta la massima attenzione. Le chiacchiere lasciamole ai talk show: torniamo (davvero) sulla pista e ripartiamo da lì. Anche con un cast più debole.