«Da ragazza avevo immaginato tre possibilità per il mio futuro: cantante, hostess, missionaria in Africa. Volevo comunque girare il mondo, uscire da quel luogo che mi stava stretto. Caldo, ma stretto, volevo andarmene. Mi sembrava una vita limitata, una vita angusta». Caterina Caselli, alla fine, è riuscita ad andare via da Sassuolo. E, tra le tre strade, per tanto tempo ha fatto la cantante, prima di abbandonare le scene e dedicarsi solamnete la ruolo di produttrice discografica e scopritrice di talenti.
L’infanzia e la musica
Oggi, a 79 anni, ripercorre la sua infanzia con il Corriere della Sera. La famiglia povera, di proprietari terrieri decaduti, che viveva in un sole due stanze, una camera da letto per tutti – mamma papà, lei e sua sorella Liliana – e una cucina. Il trasferimento a Magreta in quarta elementare, dalle zie, e la scoperta della musica. Non condivisa dalla madre: «Mi disse: “Te lo scordi, perché quello della cantante non è un mestiere da donna. Le donne la sera devono stare a casa, non in giro. Tu devi trovare un buon partito e sposarti.”. Fu mia zia a dire “Che sarà mai?”».
Il suicidio del padre
Il padre la prese meglio: «A lui piaceva che cantassi, era un mio grande sostenitore in questa piccola tenzone familiare. Ma è morto quando avevo quattordici anni. Si è tolto la vita. Soffriva di depressione, che allora non veniva riconosciuta come tale. Era stato da ragazzo in Libia come militare. Chissà cosa ha visto in quei nove anni». Un dolore incolmabile, quello del suicidio del padre: «Non volevo più tornare a scuola. Mi vergognavo per quella morte e per il suo modo».
L’esordio
La musica, a Caterina Caselli, ha davvero cambaito la vita: dopo essere stata notata da Maurizio Vandelli dell’Equipe 84 e Pier Farri mentre si esibiva con l’Orchestra Callegari a Scandiano, si trasferì a Roma dove fu la divenne la prima ragazza del Piper. La svolta: «Gianni Ravera, che mi aveva conosciuto a Castrocaro dove non ero arrivata in finale, convinse il proprietario della CGD, Ladislao Sugar, a venire al Piper. Immagina la scena: tutti quei ragazzi scatenati, le ragazze in minigonna, i capelli al vento dello shake e un signore austero, con vestito e cravatta che si trova in mezzo a loro. Era un profugo ungherese fuggito nel 1933 che era diventato il riferimento di buona parte della discografia italiana. Venne da me e mi disse: “Ascoltando lei, tutto il resto mi è sembrato vecchio”».
Il successo e l’addio alle scene
Quindi arriva Sanremo e il successo con Nessuno mi può giudicare. «Per anni ho condotto una vita spericolata, girando in auto per tutta l’Italia. Poi mi sono innamorata di Piero Sugar, mi sono sposata, un anno dopo ho messo al mondo un figlio. Sentivo dei doveri verso altri. Una cantante deve farlo a tempo pieno, ha anche qui dei doveri, ma verso il pubblico. Ho smesso». Ma la musica è rimasta nella sua vita e ha scovato molti talenti tra cui Bocelli Elisa, Negramaro, Malika Ayane, Avion Travel, Gualazzi, Madame, Lucio Corsi e molti altri.
Il tumore
Nel 2017 Caselli ha douto affronatre anche un cancro invasivo della mammella: «Ho fatto una terapia innovativa che non ha funzionato e poi sono passata alla chemioterapia. Mi sono caduti i capelli a ciocche, il parrucchiere a un certo punto me li ha tagliati con la macchinetta. Mi fecero una parrucca di capelli veri. Perché io volevo andare da mia mamma, che anche lei non stava bene, senza farla preoccupare. Non si accorse di niente. Io sono stata anche recidiva e quindi proseguo cure e controlli e al momento sto bene. Ma quello che più mi aiuta è il lavoro. Mi distrae, mi mette energia, mi spinge a non fermarmi».
Ultimo aggiornamento: domenica 21 dicembre 2025, 13:55