Un’esclusione che rischia di avere effetti concreti e pesanti sui territori e che ha già acceso un fronte tra amministratori locali. È il caso dei 17 Comuni della provincia di Cuneo che, secondo lo schema di decreto elaborato dal ministero nell’ambito della nuova Legge sulla Montagna, risultano esclusi dall’elenco di quelli montani. Una lista che – va precisato – non è ancora definitiva né in vigore, ma che ha già suscitato forte preoccupazione nelle aree interessate.

Il criterio principale adottato dal governo per ridefinire la classificazione si basa su parametri prevalentemente altimetrici e di pendenza. In provincia di Cuneo, su 62 Comuni situati sotto i 600 metri di altitudine, ben 17 figurano fra quelli attualmente esclusi. Uno dei casi è Revello, che da sempre rivendica una condizione di «montanità» legata non solo all’altitudine, ma a una serie di fragilità strutturali, sociali ed economiche tipiche delle aree alpine e collinari.

«Una lettura tecnica che penalizza la realtà»

«Stiamo seguendo con grande attenzione l’evoluzione della nuova legge – spiega il sindaco Paolo Motta – perché si tratta di un provvedimento di fondamentale importanza per il futuro dei nostri territori. Una lettura esclusivamente tecnica e numerica rischia di penalizzare realtà che, pur non rientrando pienamente in determinati parametri altimetrici, vivono quotidianamente le difficoltà proprie della montagna». Di qui l’impegno dell’amministrazione revellese, in raccordo con Regione e Provincia, «in un percorso di dialogo e confronto con gli organi competenti» per ottenere il mantenimento dell’attuale classificazione. «È necessario – sottolinea Motta – che i criteri tengano conto anche della conformazione del territorio, della viabilità, delle difficoltà di accesso ai servizi e delle fragilità sociali ed economiche. Sono questi gli elementi che incidono realmente sulla qualità della vita».

Anche Cortemilia tra i simboli della protesta

Una posizione condivisa anche da Cortemilia, altro Comune simbolo della protesta. Il primo cittadino Roberto Bodrito non si nasconde: «L’esclusione ci ha sorpresi, lo stesso per altri municipi della nostra area. Cortemilia ha una storia di montagna che non può essere cancellata da parametri che non fotografano la realtà». In questi giorni Bodrito ha avviato un confronto con i sindaci del territorio per fare fronte comune. «Chiederemo il coinvolgimento diretto della Regione, attraverso l’assessore alla Montagna Marco Gallo. D’altronde la montagna è sempre stata una prerogativa regionale. “Montanità” e “aree interne” sono le vere parole chiave di questa discussione».

La partita resta aperta

Entrambi gli enti – Revello per l’area del Saluzzese e Cortemilia per l’Alta Langa – si propongono ora come «Comuni guida» per i 17 esclusi della Granda, con l’obiettivo di coordinare le istanze e rafforzare il peso del territorio nel confronto istituzionale. «L’altitudine è un semplice numero – conclude Bodrito – ma la realtà dice altro. Servono criteri che considerino lo spopolamento, la distanza dai servizi, le condizioni delle aree interne».

La partita resta aperta. Il decreto non è stato ancora esaminato dalla Conferenza unificata e le Regioni hanno chiesto un supplemento di analisi proprio per evitare esclusioni non coerenti con la natura dei territori. Una fase delicata, nella quale i Comuni cuneesi intendono far sentire la propria voce per difendere risorse, opportunità e prospettive di sviluppo delle loro comunità.