Questa sera, lunedì 22 dicembre alle 19.30 su Retequattro, Andrea Sempio sarà ospite del programma 10 Minuti, condotto da Alessandro Sallusti. Il giovane, indagato nell’ambito del caso Chiara Poggi, chiarisce alcuni aspetti della vicenda e racconta le riflessioni scaturite dalla sua difficile situazione. «Non ho ucciso io Chiara Poggi», afferma Sempio. E aggiunge: «L’idea che Alberto Stasi possa essere in galera da innocente stimola riflessioni. Mi chiedo: “E se capitasse a me?”».




Durante l’intervista, Sempio parla della sua famiglia: «Siamo molto uniti, e questa vicenda ha colpito tutti, chi più chi meno. Cerco di trascorrere il Natale con loro, anche se è difficile distogliere la mente dalla situazione». Riguardo ai rapporti con Marco Poggi, fratello di Chiara, dichiara: «Siamo ancora amici, anche se al momento ci vediamo meno. Con i genitori di Chiara non ho avuto contatti diretti».


Il giovane affronta anche le accuse legate al presunto freddo comportamento e alla sua vita privata: «Ho sempre cercato di proteggere la mia privacy. Sono amato, ma non fidanzato. Non intendo esporre altre persone per cambiare un’immagine che i media stanno costruendo». Sempio chiarisce inoltre alcune intercettazioni circolate nei giorni scorsi: «Quando parlavo della “teoria del maschio alfa”, dicevo che era una cavolata. Non intendevo sminuire le donne, ma evidenziare che quelle dinamiche non hanno nulla a che vedere con gli esseri umani».


«Perché sentiva e sente, forse ancora, l’idea di mettere nero su bianco i suoi pensieri e le sue emozioni?», chede Sallusti: «Per due motivi: io avevo diari che erano letteralmente dei diari, cioè le cose più importanti accadute giorno per giorno, però avevo anche degli scritti in cui magari mettevo delle riflessioni, mi sfogavo o che. Il punto è: quando tu scrivi comunque, è un po’ come diceva Luigi Tenco, che gli chiedevano, “Perché fai canzoni tristi?”, lui diceva, “Perché quando sono felice faccio altro”. Quindi, nei diari, io ho riversato magari le emozioni più negative, certo che se tu prendi quello hai solo un lato della persona».


Sul suo modo di elaborare pensieri e sentimenti, racconta l’abitudine a tenere diari personali: «Scrivere mi aiuta a elaborare emozioni negative.

Quando dico “ho fatto cose inimmaginabili” nei miei appunti, mi riferisco a giornate di caos e riflessioni personali, non a crimini. Che nei miei scritti ci possano essere dei momenti in cui io dico che ho fatto delle cose di cui mi pento, o mi do delle colpe, o mi vergogno di qualcosa, ok, quello sicuro. È un po’ come fare una seduto dallo psicologo con sé stesso. Uno può prendere una cosa che ha fatto e vederla come una cosa orribile e poi magari un altro lo sente e dice: “Ma no, ma non era nulla di che”. Però è come la vivi tu in quel momento».

Alla domanda su Alberto Stasi ha cosi commentato: «Allora, che io pensi ad Alberto Stasi di per sé no. Ovviamente, il fatto che mettano in dubbio il fatto che lui possa essere innocente ti fa riflettere e dire: “Ok, e se mi trovassi in una stessa condizione?”. Io sto rischiando di andare verso quella condizione. Quindi ovviamente rifletti su questa cosa, non pensando direttamente a lui, ma pensando se dovesse capitare a me, vista la mia situazione, di ritrovarmi io magari in galera da innocente. Quindi quello ti stimola ovviamente delle riflessioni».


Riguardo alla sua spiritualità, Sempio conclude: «Non credo in Dio, ma sento una certa dimensione spirituale. Non frequento le religioni ufficiali, ma credo ci sia qualcosa di più grande».




Ultimo aggiornamento: lunedì 22 dicembre 2025, 19:44





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