Il Natale è sinonimo di famiglia e affetti, soprattutto per chi vive lontano da casa e durante l’anno ha poche occasioni di rivedere i propri cari. Ma per molti italiani, quell’abbraccio nell’area arrivi di un aeroporto ha un costo proibitivo. A spingere verso l’alto i prezzi dei viaggi sono gli algoritmi di pricing e il forte squilibrio tra domanda e offerta: più le prenotazioni aumentano in prossimità delle festività, più le tariffe lievitano, trasformando il ritorno a casa in un lusso per pochi.

Natale insieme, ma a quale prezzo

«Lavorare un anno intero, mettere da parte i risparmi per passare il Natale con i genitori e poi scoprire che non bastano», racconta a La Stampa Giuseppe, che da Torino vorrebbe tornare a Bari. «Parliamo di 930 euro per volare in Puglia – continua – e 680 euro in treno sulla stessa tratta: è umiliante e avvilente». «Ogni anno proviamo a trascorrere il Natale con i nostri cari – spiega Francesco, diretto verso Palermo – ma così non è possibile: i prezzi sono alle stelle. Vorremmo solo passare il Natale con le persone a cui vogliamo bene». Una situazione che grava sull’equilibrio economico delle famiglie con figli, costrette a sostenere il costo di più biglietti: «Pagare 800 euro per un biglietto di andata e ritorno per Palermo – aggiunge Francesco – mina la nostra stabilità finanziaria e rende difficile rientrare sereni, in un contesto già segnato dai rincari in ogni settore. Non è un capriccio né un lusso: dovrebbe essere la normalità».

Il dramma della Sicilia

La tratta simbolo di questi rincari è la Milano-Catania, la più cara d’Italia, con un prezzo medio di 437 euro: quasi quanto un volo intercontinentale verso New York. «Dopo trent’anni passati a pagare biglietti aerei a peso d’oro – ci scrive un lettore – ho deciso, per principio, di non tornare più in Sicilia durante le festività». E l’isola continua a essere tra le mete più penalizzate dai rincari: questa mattina, 22 dicembre, l’associazione “Nun si parti” e Federconsumatori hanno organizzato un sit in di protesta nell’area arrivi dell’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. «900 euro solo per il volo in tre – racconta un altro lettore, palermitano che vive a Torino –. Quest’anno non andremo».

“Il Natale in Calabria resta un sogno”

Storie simili anche per chi desidera raggiungere i parenti in Calabria: «Per me e la mia famiglia questo Natale insieme resterà solo un sogno – scrive Antonella, originaria di Lamezia Terme – I costi dei biglietti aerei sono impossibili da sostenere per una famiglia normale. È assurdo pensare che in altri periodi dell’anno, con 80 euro, si possa scendere e risalire». E aggiunge: «Non è nemmeno una questione di prenotare in anticipo: ho provato già il 1° agosto e il biglietto costava 160 euro».

Il dossier

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Luigi Grassia

22 Dicembre 2025

Tariffe alle stelle anche dal Sud al Nord

Le difficoltà non riguardano solo chi dal Nord tenta di rientrare al Sud, ma anche i genitori che dal Mezzogiorno vogliono raggiungere i figli residenti al Nord. «I miei genitori vivono a Messina e hanno entrambi i figli in Piemonte – racconta Epifanio – Avrebbero voluto venirci a trovare per Natale, ma a causa del caro voli arriveranno solo il 27 dicembre e ripartiranno il 3 gennaio». «Considerando che il Natale è spesso l’unico periodo in cui si riescono a ottenere permessi dal lavoro per spostarsi – scrive Manuel a La Stampa – e che le compagnie non operano certo in perdita né fanno beneficenza vendendo biglietti a prezzi più bassi nel resto dell’anno, trovo altamente vergognoso questo aumento indiscriminato e sproporzionato dei prezzi dei voli in concomitanza delle festività cosiddette “comandate”».

IL CASO

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A CURA DELLA REDAZIONE

01 Dicembre 2025

Il ritorno a casa dei giovani

E poi ci sono i giovani, per cui il ritorno a casa durante le festività pesa ancora di più. Studenti fuorisede e ragazzi alle prese con i primi contratti o tirocini: per chi ha una stabilità economica limitata, tornare a casa diventa una spesa significativa. «Spendo circa 130 euro per andare da Roma a Torino in treno – racconta Chiara, studentessa fuorisede a La Sapienza – ed è comunque una spesa importante per me, che già vorrei gravare il meno possibile sui miei genitori». Anche i primi passi nel mondo del lavoro non risolvono il problema. «I prezzi salgono parecchio – dice Alex, marchigiano con il suo primo impiego a Torino – Prendere il biglietto a ridosso delle feste significa spendere almeno 200 euro. Bisogna stare molto attenti a sconti e offerte, ma è uno stress continuo». Una situazione che costringe molti giovani emigrati a fare sacrifici per mesi pur di tornare a casa: «Risparmio tutto l’anno per tornare a Lecce – spiega Elettra, stagista – Tutto dipende dalle date. Se devi viaggiare a ridosso di Natale, rispetto a metà dicembre i prezzi diventano altissimi. A metà ottobre ho controllato per partire il 23 dicembre e già costavano più di 200 euro. A volte sono costretta a prendere l’autobus, che da Torino a Lecce è un viaggio estenuante. Quest’anno ho preso il treno, ma non mi posso permettere la cuccetta: tutte quelle ore in viaggio saranno un tormento»

Da Torino a Catania, passando per la Bulgaria

Per chi vola, spesso le tariffe più economiche richiedono scali davvero insoliti. Da Milano a Palermo, ad esempio, il prezzo scende a 80 euro se si accetta uno scalo a Varsavia, con un viaggio totale di 11 ore. Da Torino a Catania, si spendono appena 87 euro passando da Sofia, ma il viaggio dura 13 ore. Le offerte più convenienti favoriscono chi è disposto a fare compromessi, affrontando soste lunghe e itinerari poco diretti. Questi voli costano meno perché hanno una domanda più bassa, mentre la concorrenza gioca un ruolo importante: sulle tratte che passano per grandi hub operano diversi vettori, e la possibilità di combinare più voli porta i prezzi verso il basso. Al contrario, sulle tratte dirette, con un’offerta limitata, le compagnie possono mantenere tariffe più alte e meno flessibili. «Quest’anno mi sono arreso e ho preso un volo diretto, anche se molto caro – racconta Libero, studente modicano a Perugia –. L’anno scorso, per raggiungere la Sicilia, ho dovuto accontentarmi di uno scalo a Vienna: solo 50 euro tra andata e ritorno, ma che epopea».